Faccia a faccia con i ladri, choc per la ragazza sola in casa: «Sono rimasta paralizzata dalla paura»

La ragazza era rimasta sola in casa da appena 10 minuti. La madre: «Non si vive più, se ci fossi stata io probabilmente ci avrei rimesso le penne»

Via Nenni dove è avvenuto un tentativo di furto

«Non si vive più, se c’ero io avrei tirato su la serranda e chissà, forse ci avrei rimesso anche le penne». C’è ancora il terrore sul volto degli inquilini del civico 8 di via Vittoria Nenni. Ieri pomeriggio, verso le 19, una delle figlie della coppia si è trovata faccia a faccia con i ladri sul balcone del secondo piano in quello che è stato solo uno dei vari furti messi a segno ieri da più bande di ladri. L’incontro ha messo in fuga i malviventi, ma la storia poteva finire molto male. Da neppure 10 minuti la 30enne era da sola in casa perché suo padre aveva accompagnato la madre, infortunata a una gamba, ad una seduta di fisioterapia. E’ lei stessa a raccontare i particolari di quell’incontro che non avrebbe voluto mai fare. Ha ancora gli occhi serrati e la voce a tratti tremolante di chi, da oggi, vivrà in casa con un trauma.

I rumori e il terrore

«Ero in camera mia con le luci spente e avevo solo il pc acceso. Poi ho sentito dei rumori, mi sembravano normali come quelli dei vicini che magari spostano dei mobili, non mi sono preoccupata». Quei rumori però si sono fatti sempre più insistenti e, soprattutto, più vicini. E allora è salita la paura: «Dopo 5 o 6 minuti i rumori provenivano dal balcone e allora ho iniziato a preoccuparmi. Mi sono affacciata e ho visto due ombre». L’istinto ha portato la mano della ragazza sull’interruttore della luce. La camera si è illuminata ed è stato possibile vedere chiaramente una di quelle ombre mentre, ancora accovacciata, tentava di tirare su la serranda della stanza accanto. Il gelo. «Sono rimasta paralizzata dalla paura, mentre ho sentito uno dei due che diceva: “C’è qualcuno, andiamo via”». Poche parole pronunciate in lingua italiana. Con quale accento? Il terrore non ha permesso alla 30enne di focalizzarlo: «Mi ricordo solo che erano due uomini, figure alte e magre e quello che stava aprendo la serranda lo stava facendo a mani nude. Era lui che ha parlato. Poi sono fuggiti, ma non so da dove perché io sono rientrata in camera con la mano ancora sul pulsante della luce». Nell’altra mano, tremante, la ragazza teneva il cellulare con cui fino a pochi minuti prima stava chattando con un’amica via whatsapp: «Ho scritto a lei che c’erano i ladri, ho preferito non telefonare perché avevo paura che telefonando potessero sentire la mia voce, quindi mi sono detta che era meglio scrivere un messaggio. Poi ho sentito una macchina allontanarsi abbastanza velocemente, ma non l’ho vista». E’ stata l’amica a chiamare i carabinieri, che poi sono arrivati sul posto. 

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La madre: «Non si vive più»

Poi prende la parola la madre, in piedi nel salotto e con il corpo poggiato sulle due stampelle. Fatica a credere alla casualità nell’orario: «Forse è qualcuno che conosce le nostre abitudini, perché dopo dieci minuti che noi eravamo usciti mia figlia ha iniziato a sentire quei rumori. Io da due mesi sono sempre a casa perché non mi posso muovere e non sono mai venuti. E’ successo proprio ieri sera». La paura addosso ce l’ha anche lei: «Per come sono io avrei istintivamente tirato su la serranda e magari ci avrei rimesso le penne. Chissà, questa gente può avere pistole o coltelli, ormai non si vive più». E proprio via Nenni, una traversa di via Maggini, sembra essere presa di mira dai ladri. La scorsa estate i malviventi svaligiarono l’appartamento accanto a quello “visitato” ieri e sempre nello stesso periodo hanno colpito l’appartamento del primo piano e un’abitazione del civico 6. 
 

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