Università, più iscritti ad Ingegneria e meno a Scienze: nel lavoro le donne pagate meno

«Un dato che ci ha colpito e per il quale vogliamo indagare per cercare di capire il perché si verifichi questa cosa nel mondo del privato» ha spiegato il Rettore Sauro Longhi

Da sinistra Gian Luca Gregori, Sauro Longhi, Rosalba Valenti e Alessandro Iacopini

A fronte di un numero invariati di immatricolazioni, aumentano gli iscritti ai corsi di ingegneria e diminuiscono quelli alla facoltà di Scienze, mentre si registra anche un doppio dato nel mercato del lavoro post universitario: se il numero di assunti viaggia intorno al 90% per i laureati all’Università Politecnica delle Marche, si registra una differenza di stipendio, a parità di laurea e incarico, tra uomini e donne: queste ultime prendono in media 200 euro in meno in busta paga. «Un dato che ci ha colpito e per il quale vogliamo indagare per cercare di capire il perché si verifichi questa cosa nel mondo del privato» ha spiegato il Rettore Sauro Longhi, che stamattina in una conferenza stampa ha presentato il report del 2017 e i progetti per il 2018 partendo proprio dai numeri dei nuovi immatricolati, arrivati a quota 4.150. Dato invariato rispetto all’anno precedente, con redistribuzione all’interno dei corsi di laurea. In particolare Economia e Commercio incrementa del 20%, Ingegneria Gestionale del 26%, Ingegneria Civile e Ambientale del 28%, Food and beverage innovation and management del 40%. Tutto mentre prendono il via nuovi corsi di laurea: Corso di laurea professionalizzante di Assistente Sanitario per la formazione di una figura professionale dell'Assistente sanitario che svolge i suoi compiti nell’ambito della prevenzione, della promozione e dell’educazione alla salute, il corso di laurea in Tecnico della Costruzione e Gestione del Territorio che ha come obiettivo principale quello di formare dei Geometri che, oltre alle conoscenze di base, abbiano anche competenze professionalizzanti con elevate competenza nei settori dell’estimo e delle valutazioni immobiliari, della topografia, della sicurezza delle costruzioni e della gestione del territorio, nell’economia e nel diritto.

Fondo di Funzionamento Ordinario

Il risultato conseguito nel 2016 dall’Università Politecnica delle Marche è nel complesso positivo. Il confronto con i dati rispetto all’esercizio precedente evidenzia un incremento di 1,025 milioni di euro sulle tre componenti principali, corrispondente ad un +0,71%, risultato superiore alle università marchigiane il cui livello medio registra un decremento pari allo 0,70%.

Milioni di autofinanziamento alla ricerca

L’ultimo bilancio di esercizio approvato dall’Università Politecnica delle Marche, relativo all’anno 2016, evidenzia un andamento di gestione molto positivo e una forte solidità patrimoniale. Da un punto di vista economico, la gestione evidenzia un risultato positivo (2,5 milioni di euro di utili) seppur in un quadro di costante stimolo alle azioni di potenziamento sia della ricerca e dell’innovazione (7 milioni di euro per un piano straordinario di investimenti per la ricerca di Ateneo che si è concretizzato nell’emanazione di due bandi interni), sia del sostegno alla mobilità degli studenti e alle politiche di esonero (l’indice di tassazione dell’università è uno dei più bassi in Italia e si attesta al 14,7%). Da un punto di vista patrimoniale, l’Ateneo si rafforza ulteriormente grazie all’autofinanziamento generato dai positivi risultati di gestione che fa attestare il Patrimonio Netto al 31/12/2016 sul valore di Euro 123.261.806 (120.805.393 al 31/12/2015).

Dipartimenti

Sono 8 i dipartimenti meritevoli secondo l’Anvur e che hanno ottenuto il miglior punteggio, di questi 5 sono stati considerati “eccellenti” su un totale di 180 Dipartimenti delle Università statali e per questo hanno ottenuto un finanziamento pari a oltre 33 milioni di euro. I dipartimenti premiati sono: Scienze delle Vita e dell’Ambiente, Scienze Biomediche e Sanità Pubblica, Ingegneria Civile Edile e Architettura, Ingegneria Industriale e Scienze atematiche,  Management. Agli oltre 33 milioni di finanziamento si sommano 7 milioni di euro che l’Univpm ha impegnato nella propria autonomia e disponibilità di bilancio, per 78 progetti, proprio per rafforzare le capacità di ricerca che il finanziamento Anvur ha confermato.

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