Università, spedita in Antartide la sentinella dell'inquinamento globale

Silvia Illuminati, coordinatrice nazionale di un progetto di ricerca in Antartide, sta studiando la composizione chimica delle deposizioni atmosferiche lungo la zona costiera della Terra Vittoria

In Antartide, tutte le stazioni meteo dell’Osservatorio hanno nomi di donna, sono i nomi delle mogli, compagne, figlie dei vari tecnici e ricercatori che hanno installato le stazioni, una di queste si chiama Silvia e si trova a Cape Philips a circa 100 miglia di distanza dalla base italiana. Si trova lì Silvia Illuminati (nella foto 2) dell’Università Politecnica delle Marche, coordinatrice nazionale di un progetto nella Terra Vittoria, del Programma Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA). Il progetto analizzerà la composizione chimica delle deposizioni atmosferiche.
 
“L’Antartide è un continente unico, delicato, estremo e come tale va preservato – dice Silvia Illuminati - studiare l’Antartide è estremamente importante, soprattutto nell’ottica dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, perché tutto di questo continente, dai ghiacci continentali, alle rocce, all’aria, all’acqua di mare, ai laghi sub-glaciali, agli organismi tutto è una sentinella del grado di inquinamento globale. È un dito puntato contro l’umanità che non si vuole arrendere all’evidenza che per sopravvivere deve adottare, come diceva Einstein, un modo di pensare radicalmente nuovo”.
 
Le deposizioni atmosferiche (deposizioni secche di particelle atmosferiche sulle superfici nevose, deposizioni umide di neve e cristalli di ghiaccio) sono il principale meccanismo con cui gli inquinanti atmosferici (polveri, particellato atmosferico contenente metalli, idrocarburi policiclici aromatici, diossine, furani) vengono rimossi e trasferiti agli ecosistemi terrestri e acquatici. Lo studio di queste deposizioni, mai fatto finora in un luogo così remoto, è quindi fondamentale per comprendere il destino e la distribuzione dei contaminanti sia organici che inorganici nei vari ecosistemi e per riconoscere le sorgenti di emissione a brevi e lunghe distanze. In questo contesto, l’Antartide, data la sua distanza da continenti antropizzati, dove sono predominanti le sorgenti locali, rappresenta un immenso laboratorio a cielo aperto, in cui è possibile studiare i processi di trasferimento degli inquinanti tra i vari comparti (aria, acqua, suolo, organismi), non essendo mascherati da contaminazioni antropiche varie.
 
In questo periodo, quasi tre mesi, dal 27 Ottobre 2017 al 18 Gennaio 2018 di permanenza presso la Stazione italiana Mario Zucchelli, Silvia Illuminati si sta occupando del campionamento di deposizioni atmosferiche attraverso l’utilizzo di particolari campionatori, i deposimetri, messi a punto con la collaborazione del Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche (DIISM) dell’Univpm e grazie al supporto tecnico di Gabriele Gabrielli. I deposimetri sono stati installati presso le stazioni dell’Osservatorio meteo-climatologico del PNRA (www.climantartide.it), disseminate lungo la Terra Vittoria (nella foto 1) per la raccolta di campioni durante l’estate australe. I deposimetri verranno, poi, lasciati per la raccolta delle deposizioni atmosferiche durante la stagione invernale, periodo in cui la stazione Mario Zucchelli rimane chiusa. I campioni invernali verranno poi prelevati nella prossima spedizione antartica 2018-2019.

“Parallelamente - continua Silvia Illuminati - portiamo avanti la serie storica di campionamento di PM10, particolato atmosferico di dimensioni inferiori ai 10 µm, per il monitoraggio della qualità dell’aria, iniziata dal Prof. Giuseppe Scarponi responsabile del gruppo di ricerca di chimica analitica ambientale del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente Univpm, negli anni ’90 durante le prime spedizioni italiane nel continente bianco".