Università, le Marche di domani: rivoluzione tecnologica e ricostruzione

Saranno due giorni di convegno e non solo, giovedì 12 e venerdì 13 aprile, che coinvolgono tutte le università delle Marche, la Fondazione Giorgio Fuà e l’ISTAO, presso la Facoltà di Economia dell’Unvipm ad Ancona

Pensare alle Marche di domani tra sviluppo, lavoro 4.0 e coesione sociale. Saranno due giorni di convegno e non solo, giovedì 12 e venerdì 13 aprile, che coinvolgono tutte le università delle Marche, la Fondazione Giorgio Fuà e l’ISTAO, presso la Facoltà di Economia dell’Unvipm ad Ancona. L’obiettivo è quello di fare il punto sullo stato dell’economia nella regione: giovedì 12 aprile ci sarà un focus sulle trasformazioni indotte dalla rivoluzione tecnologica nell’industria manifatturiera e la tendenza alla polarizzazione della struttura occupazionale mentre venerdì 13 aprile si parlerà di ricostruzione per ridisegnare circuiti economici e sociali in grado di rivitalizzare i territori devastati dai recenti eventi sismici e fornire nuove possibilità di sviluppo.

Sauro Longhi, rettore dell’Università Politecnica delle Marche: “Il mondo sta crescendo, in persone e in ricchezza prodotta: risulta infatti indispensabile l’adozione, in Europa e in particolare in Italia, di politiche economiche e sociali lungimiranti che trovino risposta a due grandi tematiche. La prima è la crisi demografica e l’accoglienza di popoli migranti alla ricerca di condizioni migliori. La seconda è la crisi economica che ha richiesto una rivisitazione del concetto di crescita non più solo basata sulla quantità ma anche sulla qualità. La tecnologia, in senso più ampio, deve essere a servizio delle persone per condividere ricchezza, benessere e democrazia e parlare di come sarà il lavoro di domani, in virtù dei cambiamenti tecnologici e digitali, è l’obiettivo di questo convegno”.

Francesco Adornato, rettore dell’Università di Macerata: “Stiamo attraversando una fase di mutamenti epocali, che trasformano economie, società e culture: scarsità delle risorse energetiche, variazioni climatiche ed alterazioni ambientali, uso sostenibile delle risorse, dell’acqua in particolare, impiego e “governo” dei beni comuni, biodiversità, movimenti migratori e, infine, problematiche religiose, culturali, alimentari. L’intero modello di sviluppo andrebbe ripensato secondo la logica della sostenibilità e dell’equità. Le Università devono essere in grado non solo di costruire conoscenze specialistiche, ma saperi integrati e complessi, come sono i sistemi che dobbiamo gestire”.

Vilberto Stocchi, rettore dell’Università di Urbino Carlo Bo: “Nell’ambito della Sessione del Convegno dedicata a “Innovazione tecnologica nell’economia regionale, con particolare riferimento al settore manifatturiero tra distruzione di posti di lavoro e nuove domande di lavoro”, l’intervento di Paolo Pascucci, professore ordinario di Diritto del lavoro nell’Università di Urbino Carlo Bo, mira a focalizzare sinteticamente il quadro delle nuove regole dei rapporti di lavoro, scaturite dalle varie riforme che si sono succedute nell’ultimo decennio per fronteggiare i pesanti effetti della profonda crisi economica sia sul piano occupazionale sia più complessivamente sul piano dell’organizzazione del lavoro. L’obiettivo è quello di tentare di verificare in che modo e fino a che punto tali riforme – variamente ispirate al principio della flexicurity – possano, da un lato, favorire un incremento occupazionale, anche capace di restituire centralità al lavoro stabile e, da un altro lato, consentire alle imprese un’organizzazione più flessibile del lavoro per rispondere alle sfide dell’innovazione e della globalizzazione senza tuttavia pregiudicare l’apparato sostanziale di tutela dei lavoratori”.

Claudio Pettinari rettore Università di Camerino: “E' necessario che le aree interne della nostra Regione, gravemente colpite dal terribile sisma del 2016, ripartano prima possibile, è necessario che si passi finalmente  dalla gestione dell’emergenza alla ricostruzione, migliorando le prospettive socio economiche di queste zone: l'Università di Camerino si sta strenuamente impegnando per far sì che ciò avvenga, continuando ad essere volano per lo sviluppo dell'intero territorio. E' infatti fondamentale che si prosegua con una stretta interazione tra Ateneo,  istituzioni e le imprese, costruendo legami e reti sempre più ampi, per lo sviluppo di opportunità di crescita e per il trasferimento di know-how”.
 
A cavallo delle due giornate, nella serata di giovedì 12 aprile, in Aula Magna di Ateneo nel Polo Monte Dago, alle 21:00 “Lavorar cantando canzoni e canzonette - La storia del movimento operaio attraverso la canzone”, uno spettacolo di teatro-canzone ideato e diretto da Piero Cesanelli di Musicultura, con l'ensemble musicale “La Compagnia” e i testi di Piero Cesanelli e Carlo Latini. 

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