Unitre Osimo: "Un itinerario particolare nella nostra città"

Attività dell'Università delle Tre Età di Osimo. Visita guidata alle bellezze meno note della città di Osimo

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Chi si fosse trovato a passare davanti la sede dell'UNITRE, lunedì 8 aprile 2012, avrebbe visto un gruppo di "studenti", in attesa di chi e di che cosa?

Inerente al progetto "LA LAMPADA AD OLIO", la Presidente Antonietta Mattioli ha organizzato un tour per Osimo con la guida del prof. Giovanni Bambozzi, e l'ausilio della macchina fotografica del Sig. Alberto Alessandrini, alla scoperta di aspetti particolari della nostra città. Il giro è cominciato con la visita ai resti delle mura romane, ubicate sotto la Scuola Bruno da Osimo, davanti ai quali il Prof. Bambozzi, che é Presidente di Italia Nostra, ha espresso il suo disappunto nel vedere come quelle vestigia siano lasciate a un doloroso degrado, raccontando che lì, vicino a quel prato mal ridotto, c'era il Pomerio, dove veniva accolta la gente che abitava fuori delle mura. La compagnia si è poi diretta in Via Pompeiana per ammirare l'ex Istituto Tecnico Corridoni, sorretto da transenne, e per non dimenticare che è la prima opera in cemento ideata dall'Arch. Costantino Costantini ed osservare lo stemma sulla facciata rappresentante la dea Minerva. Proseguendo per Via Antico Pomerio, il gruppo si è recato davanti alla Chiesa di "San Pietro all'ospedale" dove Bambozzi ha evidenziato il Timpano strombato e, in alto, i triglifi e le metope tipici dello stile barocco. Prendendo quindi il vicolo di lato all'ospedale, la comitiva ha scoperto che sul frontale del cancello che immetteva all'ex Dispensario, si riconoscono a mala pena le effigie di due Fasci e la data del decimo anno dell'Era Fascista. Prendendo la via 5 Torri, un tempo chiamata l'Alberata, il professore ha mostrato sul suo computer un'antica foto che ricordava come, sopraelevata, alla strada di oggi ne esisteva un'altra percorribile mentre, adiacente alla scala mobile del maxiparcheggio, c'era uno scaricatore. Continuando il giro, gli studenti sono stati guidati ad osservare nelle mura, sottostanti al famigerato grattacielo, il Rivellino con i "merli guelfi"e a ricordare che quella zona di Osimo era un tempo spopolata a causa del cattivo odore provocato dagli stallatici e dal rumore dei maniscalchi che vi lavoravano. Dopo aver notato i cardini dell'antica porta che chiudeva la Porta Vaccaro, il gruppo ha percorso la Via Fonte Magna, arrestandosi davanti all'ex Mattatoio, prima opera in cotto dell'Arch. Costantini e ascoltando poi i dati storici e strategici, relativi alla Fonte Magna. Non poteva mancare la visita ad uno dei monumenti più amati dagli osimani: il Duomo con una sosta obbligata nella suggestiva cripta. Per finire, la passeggiata è servita agli "attenti " studenti anche per scoprire le "pietre d'angolo" che delimitavano le venti e più Torri di Osimo ed a conoscere dei particolari della città forse mai osservati prima.

Rossana Giorgetti Pesaro

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