Prima di suicidarsi, lo scout si era legato: sul web agghiaccianti tutorial su come fare

Istigazione al suicidio è proprio il reato con cui oggi il pm Paolo Gubinelli ha aperto un fascicolo di indagine sulla morte del giovane scout

I carabinieri nel centro scout

Prima di lasciarsi andare e mettere fine alla sua vita, si é legato un braccio lungo il fianco con una cinghia, così da essere sicuro di non avere possibilità di cedere all’istinto: quello di allentare la stretta del cappio che aveva posto intorno al suo collo. Insieme alla sua giovane età, al luogo del ritrovamento e all’assenza di testimoni, c’era stato anche questo retroscena ad indurre gli investigatori alla cautela, almeno nelle prime ore, su quanto accaduto al 14enne di Senigallia, lo scout trovato morto venerdì sera nella sede del Corpo nazionale giovani esploratori (CNGEI). Ma all’indomani di una tragedia che ha turbato un’intera comunità, i Carabinieri di Senigallia, guidati dal comandante Cleto Bucci, non hanno dubbi sul fatto che si sia trattato di un suicidio e di come quel braccio legato fosse un'indicazione rintracciabile sul web, una sorta di "cautela" da adottare per quello che, in alcuni siti internet visitati dagli investigatori, si chiama “suicidio sicuro”. Non vi sono certezze che il 14enne avesse visto certi tutorial su youtube o forum in cui si racconta del suicidio come di un’arte da mettere in pratica con maestria. Di sicuro i carabinieri hanno trovato diversi riferimenti alla macabra indicazione, con il merito di riaccendere un faro sulla necessità di tornare a riflettere sulla pericolosità di certi meandri del web, sull'uso dei social network e sulla superficialità di chi pensa di poter scrivere, fotografare o filmare qualsiasi cosa, senza che quelle parole o immagini possano avere un effetto su chi si trova dall’altra parte dello schermo. Di come a volte si possa anche indurre al suicidio senza averne piena consapevolezza. 

L'indagine 

Istigazione al suicidio è proprio il reato con cui oggi il pm Paolo Gubinelli ha aperto un fascicolo di indagine sulla morte del giovane scout. Non perché la Procura di Ancona ravvisi responsabilità nei confronti di qualcuno. Non ci sono indagati, ma era necessario per nominare un consulente legale ed effettuare l’autopsia sul corpo del ragazzo. Sarà compito del medico legale Marco Valsecchi. Proprio lui, arrivato ieri sera intorno alle 23,30 nella sede scout di via Stradone Misa 90, insieme alla sua equipe, ha effettuato i primi accertamenti esterni sul cadavere ritrovato al piano superiore. Nessun ematoma, nessun segno di colluttazione, nulla che potesse far pensare al coinvolgimento di qualcuno, mentre al piano terra i carabinieri ascoltavano fino a notte fonda tutti i giovani esploratori, gli educatori e i parroci vicini alla vittima per rimettere insieme il puzzle delle ultime ore dello studente. 

I fatti

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il 14enne ha trascorso la giornata partecipando ad alcune attività ricreative, in particolare provando  il copione di una recita che avrebbe dovuto mettere in scena insieme ai suoi compagni in occasione di un raduno nazionale di boy-scout. Dopo le prove è uscito dalla sede insieme agli altri salutando. Ma lui da lì non se ne sarebbe mai andato. Secondo alcune testimonianze, durante quelle prove teatrali si era assentato qualche minuto per spostare la bicicletta sul retro del palazzo. Strano, ma nessuno gli ha dato più di tanto peso. Fatto sta che il giovane sarebbe rientrato nella sede, ha spento le luci e si è tolto la vita. A dare l’allarme proprio i suoi genitori che non lo vedevano rientrare a casa e sono andati nel centro CNGEI. Era tutto spento e i cancelli chiusi. A serrare le porte era stato uno dei custodi che, nel frattempo, era passato e, avendo trovato tutte le luci spente, aveva pensato non ci fosse nessuno. Erano le 21 circa quando un educatore è tornato al centro scout per aprire ai genitori preoccupati. Così la dramamtica scoperta. 

E se ci si attendono solo conferme dall’autopsia medico-legale prevista per la prossima settimana, resta l’inquietante dubbio che il 14enne possa aver messo in atto il suicidio con una meticolosità suggerita da un mondo, quello virtuale, capace di trasformsi in una trappola. C'è invece poca chiarezza sul perché un ragazzino così estroverso, brillante e di carattere, al punto da essere nominato capo scout, si sia voluto togliere la vita. Nell'ultimo periodo, ha raccontato chi loconosceva, era sembrato più sulle sue, ma nulla che potesse far presagire una fine del genere. Interrogativi che probabilmente si spiegano con questioni riguardanti solo la sua vita privata  e che forse è giusto restino una consapevolezza della sua famiglia. 

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