Decine di denunce e 2 arresti, la Polizia incastra l'esperto di truffe on line

Alla fine il 23enne fabrianese, che in passato aveva patteggiato la pena e già goduto della sospensione condizionale della pena, ha visto aprirsi per lui le porte del carcere

Foto di repertorio

Nel giro di 3 anni e mezzo ha accumulato 50 denunce da tutta Italia ed è stato arrestato 2 volte in flagranza di reato. Per questo gli agenti di Polizia del commissariato di Fabriano, guidati dal commissario capo Sandro Tommasi, hanno dato esecuzione all’ultima misura di custodia cautelare in carcere ad un 23enne fabrianese esperto di truffe on line, attraverso le quali, stando alle indagini del Nucleo di poliziotti specializzati antitruffa, avrebbe raggirato diversi clienti che vendevano oggetti on line senza mai ricevere il denaro o, al contrario, acquistavano effettuando bonifici senza mai ricevere la merce in cambio. 

Il giovane era già stato arrestato la prima volta nel febbraio 2017, quando ad essere raggirata era stata una donna di Grosseto. il giovane avrebbe simulato il pagamento di una costosa macchina fotografica attraverso l’esibizione di una falsa attestazione di pagamento. La vittima, appurato che la propria carta di credito non era stata rimpinguata dalle oltre 300 euro concordate, si era recata immediatamente alla Polizia, che aveva rintracciato il corriere e, dopo essersi nascosti all’interno del mezzo, hanno attesa la consegna, non scontata visto che il truffatore, per sfuggire ad eventuali controlli, aveva alterato il suo indirizzo di residenza e le sue generalità. E’ sempre stato lui poi, un anno dopo ad affiggere un cartello ad un civico vicino alla sua abitazione con scritto “consegna al numero…”. I poliziotti, insospettiti, hanno contattato tutti i corrieri della zona, trovando conferma ai sospetti. Stavolta però il giovane, oltre a farsi inviare del denaro, era riuscito a farsi spedire un costoso paio di scarpe da ginnastica inviando una finta ricevuta di pagamento. E anche questa volta sono scattate le manette alla consegna. I poliziotti fabrianesi hanno chiesto la misura cautelare in carcere, firmata poi dal Gip  che, nell’ordinanza, parla di uno “schema che è sempre lo stesso, per cui l’indagato si giova della rete internet per approfittare dell’opportunità che questa offre di condurre trattative a distanza, con persone sconosciute e tra luoghi sconosciuti e trasformare dette opportunità in inganni per gli inconsapevoli utenti che manifestano il proprio interesse per i suoi annunci commerciali. L’e-commerce postula la reciproca buona fede e la correttezza dei contraenti e non vi è dubbio che l’indagato abbia sfruttato l’assenza di contatto diretto con l’altro contraente per celargli l’inganno e realizzare le truffe…”.

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Alla fine il 23enne fabrianese, che in passato aveva patteggiato la pena e già goduto della sospensione condizionale della pena, ha visto aprirsi per lui le porte del carcere. 

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