In fuga dalla discoteca del terrore, ipotesi cedimento balaustre: 6 morti e 10 feriti gravi

Per tutta la notte è stato un continuo lavoro da parte delle ambulanze dei soccorritori e vigili del fuoco, intervenuti sul posto per aiutare i feriti

Un uomo piange una delle vittime

Sarebbe dovuta essere una serata in discoteca come tante nel club Lanterna Azzurra di Corinaldo e invece è stata una notte di sangue. Il bilancio è drammatico: 6 morti, 5 ragazzi di 15 e 16 anni e una donna di 40, tutti dell’anconetano. Distribuiti tra gli ospedali di Ancona, Jesi e Senigallia, ci sono anche più di 30 feriti, di cui almeno 10 in gravi condizioni. Le vittime sono rimaste schiacciate dalla calca durante il fuggi fuggi dal locale avvenuto intorno all’1 del mattino quando, su questo stanno indagando i carabinieri, qualcuno avrebbe azionato uno spray urticante, forse al peperoncino, che ha iniziato ad intossicare il locale. Centinaia di giovani, in attesa del concerto del trapper Sfera Ebbasta, hanno cominciato a tossire ed a sentirsi male. In un attimo si è scatenato il panico, che ha preso la forma di una massa in fuga attraverso l’uscita posteriore del locale. Il fiume umano ha percorso una pedana ai cui lati c’erano delle balaustre. E, da una prima analisi degli investigatori, sarebbero state proprio quelle protezioni a cedere, facendo cadere a terra alcuni ragazzi, rimasti schiacciati. 

Strage in discoteca, corpi schiacciati dopo il cedimento: le immagini choc - VIDEO

Per tutta la notte è stato un continuo lavoro da parte delle ambulanze dei soccorritori e vigili del fuoco, intervenuti sul posto per aiutare i feriti. Intorno alla discoteca, i carabinieri hanno creato un cordone di sicurezza per agevolare il deflusso dei presenti, non senza momenti di tensione tra militari e i giovani avventori, rabbiosi e sotto choc per quanto accaduto ai loro amici o per il terrore che ci fosse qualche loro caro tra le salme a terra. Sul posto sono arrivate anche le massime autorità delle forze dell’ordine tra cui il questore di Ancona Oreste Capocasa, il comandante provinciale dei Carabinieri Cristian Carrozza e il pm di turno Paolo Gubinelli. Dopo un rapido sopralluogo è scattata la prima decisione: porre sotto sequestro tutto il locale di Corinaldo

TUTTI I NOMI DELLE VITTIME

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Per ore è stato un via via di parenti e amici per riconoscere i corpi dei 6 ragazzi che non ce l’hanno fatta. Tra le urla e le lacrime di chi accorreva con la speranza di riabbracciare il proprio figlio o l’amico che ormai da ore non rispondeva al cellulare. «Non è possibile! Non si può morire così. Svegliati Matti ti prego!» urlava una madre inginocchiata sul corpo di suo figlio, tra le sirene delle ambulanze e i lampeggianti delle decine di auto di Polizia e Carabinieri che illuminavano l'asfalto bagnato. Lì dove sono rimasti maglioni e scarpe, come a testimoniare la fuga dei tanti giovani verso il buio della campagna. Tutto pur di allontanarsi dalle porte antipanico, dove ora sono accatastate decine di scarpe come un monumento ad una tragedia che non doveva succedere. 

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