Terremoto, famiglie senza acqua calda. Ceriscioli minimizza: «Non si è rotta una centrale nucleare»

Il governatore interviene sulla vicenda delle famiglie rimaste senza acqua calda: «Danni riparati, ma l'attenzione è esagerata, non si è rotta una centrale nucleare»

E’ polemica sulla questione dei boiler installati sui tetti delle casette di Visso, Gualdo di Castelsantangelo ed Arquata del Tronto. Alcuni dispositivi non hanno retto alle temperature gelide dei giorni scorsi e hanno lasciato diverse famiglie senza acqua calda. Sulla vicenda è intervenuto il Presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, che a margine della presentazione del report su stalle e fienili sistemati nell’ultimo anno nelle zone sismiche ha voluto fare chiarezza: «La ditta ha già riparato quelli rotti, in alcune zone le protezioni non erano state ancora messe ma questo è un fatto di direzione dei lavori dell’azienda, in questo caso la Arcale. Non facciamo sconti all’azienda e saremo precisissimi quando sarà ora di tirare le somma del percorso, ma qui ogni volta che si rompe un tubo sembra si sia rotta una centrale nucleare».

La situazione di stalle e fienili

Il grande freddo è alle porte e nelle zone del sisma quasi 15mila animali tra ovini e bovini lo passeranno con un tetto sulla testa. Sono 257 le stalle d’emergenza consegnate negli ultimi 10 mesi dalla Regione Marche e 11 sono ancora in costruzione. 150 piazzole sono state realizzate dal Consorzio di Bonifica, 42 dai comuni e 76 in autonomia. 111 moduli abitativi d’emergenza (Mapre) sono stati consegnati agli agricoltori che hanno scelto di vivere nei pressi delle loro aziende agricole per un totale di 346 posti. Realizzati anche 175 fienili, il tutto con un contributo complessivo di 3,2 milioni di euro. Il Consorzio di Bonifica delle Marche, su delega della Regione, si è occupato dell’urbanizzazione e dei collegamenti idroelettrici al servizio dei moduli e ha servito un totale di 230 imprese agricole con la collaborazione di 94 imprese. «Nei giorni delle polemiche sembrava impensabile riuscire a montare tutte queste strutture, invece è stato fatto un grande e serio lavoro e l’efficacia di questa collaborazione ci ha permesso di arrivare a un risultato importante» ha commentato Ceriscioli. 

«Il Consorzio di Bonifica è stato lo strumento operativo che la Regione ha messo in campo per la realizzazione di opere sia abitative che di supporto agli allevamenti, conservando sul territorio 230 aziende che erano in grossa difficoltà – ha spiegato il responsabile del Consorzio di Bonifica, Marco Del Prete- la gente l’abbiamo conservata nei luoghi di lavoro». Cosa resta ancora da fare? «Tutto quello che era stato segnalato è stato soddisfatto, ma non significa che non siamo pronti qualora dovessero esserci nuove esigenze»
 

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