Post sisma, strutture ricettive disponibili a dare ancora alloggio agli sfollati

Disponibilità delle strutture recettive dove sono già ospitati gli sfollati di continuare ad alloggiare nei prossimi mesi le persone che hanno l'esigenza

Questa mattina, a palazzo Raffaello, si è svolta una riunione convocata dall’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni a cui hanno partecipato i rappresentanti delle Associazioni di categoria, Confcommercio e Confindustria Marche sul tema dell’accoglienza degli sfollati negli alberghi. C’è la disponibilità delle strutture recettive dove sono già ospitati gli sfollati dalle zone colpite dal sisma a continuare ad alloggiare nei prossimi mesi le persone che hanno l’esigenza di restare negli alberghi o nei campeggi. In sostanza la capacità recettiva per il fabbisogno dei posti letto per i terremotati è ampiamente garantita senza dover spostare le persone. Si parla, infatti, di posti letto in più rispetto all’attuale situazione alloggiativa. Una disponibilità che si basa sulle risposte al questionario inviato dalla Regione Marche – Servizio Turismo alle 300 strutture recettive interessate a cui hanno risposto in 188 per un totale di 6495 posti letto.  Gli alloggiati in hotel e altre strutture sono ad oggi 5305.

«Il criterio di priorità è fare in modo che le persone sfollate non si debbano spostare – ha spiegato l’assessore Pieroni -  e tenere conto delle loro esigenze, contemperandole con quelle logistiche degli albergatori. Un percorso condiviso con le associazioni di categoria che abbiamo sentito pronte a collaborare. Per questo abbiamo deciso  - spiega l’assessore – di  costituire un tavolo operativo coordinato dall’assessorato al Turismo a cui siederanno tecnici della Protezione civile- Ricostruzione, Anci e rappresentanti delle associazioni di categoria – una sorta di cabina di regia che già da lunedì sarà in grado di incrociare i dati per disporre di una ricognizione aggiornata  del fabbisogno dei nuclei familiari e tenere in costante monitoraggio la situazione che può mutare  giorno per giorno. Occorre infatti tenere conto di molte variabili – ha proseguito  Pieroni - prima fra tutte l’evolversi della situazione rispetto ai sopralluoghi  alle abitazioni, alle schede Fast che se attestano l’agibilità dell’edificio comportano il rientro obbligatorio nella casa, alla realizzazione delle strutture abitative di emergenza (SAE) nei prossimi mesi o a chi deciderà di avvalersi del contributo di autonoma sistemazione. Il tavolo di lavoro servirà dunque per avere una quadro sempre aggiornato e per confermare il ruolo della Regione come unico interlocutore per le esigenze degli sfollati e delle migliori soluzioni da adottare».

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