Ingegneri sul terremoto, riaprire i termini per le denunce dei danni

E’ la proposta del Presidente dell’Ordine di Ancona Alberto Romagnoli finalizzata ad offrire la possibilità di accedere ai finanziamenti anche a chi aveva inizialmente registrato danni più lievi

Il terremoto torna a colpire nuovamente le Marche con scosse che hanno provocato ancora panico tra la popolazione.  Non solo, la situazione si fa più complessa anche per gli edifici. «Le recenti scosse sismiche, alcune di grado 3,5 e quella del giorno 10 aprile di grado 4,7, oltre ad assestare ulteriore disagio alle popolazioni colpite, aggravano, come è ovvio, il dissesto degli edifici già danneggiati dalla crisi simica iniziata oltre un anno fa. Già da tempo chi opera sul territorio, come gli ingegneri, da sempre in prima fila, ha ricevuto più e più volte segnalazione da parte dei cittadini terremotati del progressivo indebolimento delle strutture delle loro case soprattutto a causa del perdurare delle azioni sismiche», spiega Alberto Romagnoli, Presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Ancona che prosegue avanzando alcune proposte e considerazioni: «Riteniamo necessario che le Istituzioni valutino la possibilità di riaprire i termini per le denunce dei danni offrendo la possibilità di accedere ai finanziamenti anche a chi aveva registrato inizialmente un modesto stato lesivo e la corrispondente dichiarazione di agibilità della propria abitazione. Analogamente, si dovrà consentire la rivisitazione delle schede AeDES per passare da livelli di danno più contenuto alle fasce superiori qualora ve ne sia effettiva sussistenza. Si tratta di impegni, questi, che potranno essere sostenuti dai professionisti incaricati dai proprietari, attraverso la redazione di apposite relazioni asseverate».

Romagnoli insiste sulle garanzie da offrire ai cittadini: «Per noi la loro sicurezza è fondamentale e non può essere subordinata ad altre preoccupazioni di carattere economico. Ci auguriamo ovviamente che questo sciame sismico possa terminare al più presto, poiché le popolazioni sono tenute sotto scacco dai suoi effetti  da troppo tempo. Sono però orgoglioso di dire che molti nostri ingegneri riconosciuti dalla Protezione Civile Nazionale quali tecnici agibilitatori, che a suo tempo si sono recati come volontari nelle aree colpite per rilevare il danno agli immobili, garantendo oltre 300 turni settimanali, mi hanno già contattato non solo al fine di esprimere, per quanto possibile, solidarietà e vicinanza alle popolazioni colpite».

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