Tari, Cna bacchetta il Comune: «Sbagliano e non lo ammettono»

L’amministrazione comunale continua a sostenere la bontà dell’azione di recupero Tari sulle imprese ma la Cna non è d'accordo

Il Comune di Osimo annuncia una riduzione della Tari pari al 3,2% per tutti gli utenti, collegando tale diminuzione all’azione di recupero effettuata nel 2017 che ha colpito in prima battuta alcune imprese strutturate del territorio osimano. La CNA rimarca, ancora una volta, per necessaria trasparenza di fronte all’opinione pubblica, che quell’azione fu sbagliata nei modi, creando una frattura in termini di fiducia da parte delle imprese nei confronti della stessa amministrazione. In primo luogo la CNA di zona non nega che il recupero fatto sia doveroso e concorda che tale recupero abbia dato origine alla diminuzione della Tari oggi oggetto di annuncio. Questo è dovuto al fatto che la base contributiva è aumentata (perché sono aumentate le superfici tassabili) e quindi ha sortito un gettito maggiore. La CNA però, per l’ennesima volta, sottolinea la sua assoluta contrarietà alle modalità che sono state applicate nel corso di quel controllo. Cosa già ribadita da CNA nel dicembre del 2017 in occasione dei controlli e nel febbraio del 2018 quando è stato annunciata la prima diminuzione della Tari del 2,63%. CNA ha più volte detto che Osimo non è l’unico comune di zona che ha avviato controlli, ma è l’unico che ha creato una situazione ingestibile e fortemente critica.

Attraverso un confronto propedeutico con le categorie, infatti, avremmo suggerito all’amministrazione di adottare modalità che hanno adottato altri comuni di zona (Loreto in primis) e che hanno permesso di gestire la situazione in maniera più sostenibile. Questo sembra il punto nodale che l’amministrazione osimana sembra non comprendere. “Si può sbagliare, ma per far sì che tale errore possa essere superato bisogna ammettere di aver sbagliato, altrimenti il rischio è quello di uno scontro permanente che abbiamo sempre cercato di evitare – commenta Andrea Cantori, segretario della CNA di zona – Per noi valgono ancora le parole dette nel 2017 e nel 2018 dal nostro coordinatore di Osimo Luigi Giambartolomei, con le quali segnalavamo che la rabbia delle imprese oggetto di accertamento era soprattutto causata dal fatto di aver ricevuto richieste di pagamento di cifre astronomiche dovute alla sommatoria di 5 anni, una modalità che altri comuni di zona non hanno adottato. Con la modalità che avrebbero suggerito le associazioni, la base imponibile, per l’anno in corso, sarebbe in ogni caso aumentata, ma certamente non si sarebbe verificato l’acceso scontro con l’amministrazione – conclude Cantori – Continuare a non accettare l’errore compiuto, a nostro giudizio, è un errore forse più grave del precedente”.

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