Tangenti per pilotare appalti milionari, Asur nella bufera: indagati e raffica di sequestri

La Procura di Ancona ha aperto un'inchiesta che getta nell'occhio del ciclone l'ASUR Marche, dove ci sarebbe stato da anni un giro di tangenti per accedere agli appalti dei servizi delle strutture sanitarie

Foto di repertorio

Pianificavano a tavolino il modo migliore per pilotare gli appalti pubblici all’interno degli ospedali e delle aziende sanitarie di Ancona e Marche. Lo facevano attraverso un giro di tangenti, che ai privati apriva la porta per entrare dentro affari milionari. E’ l’ipotesi a cui sta lavorando la Procura di Ancona, che ha aperto un’inchiesta per i reati di corruzione, tentato abuso d'ufficio, turbativa della libertà degli incanti e per la tentata turbativa del procedimento di scelta del contraente

Gli iscritti nel registro degli indagati 

Un tornado giudiziario che ha investito l’intera ASUR (Azienda sanitaria unica regionale) Marche e che vede 10 persone indagate. Su tutti spicca il Direttore Generale dell’ASUR Alessandro Marini, 69 anni di Ancona e accusato di corruzione e turbativa. 

Cisono poi Norberto Pesarini, 85 anni di Ancona e considerato uno degli intermediari tra privati e l’amministrazione sanitaria; Fabio Badiali, 64 anni di Ancona, anche lui considerato intermediario; Michele Magagna, Direttore generale della “Coopservice RL” e Luigi Posadinu, Direttore commerciale della “Coopservice RL”; Mauro Pieroni, considerato un intermediario. Sono accusati di corruzione e turbativa.

Luciano Facchini e Sergio Venditti quali referenti della società “Serenissima ristorazione Spa” sono accusati di turbativa.

Alessandro Pedone, come amministratore della società “Gruppo servizi associati Spa”, accusato di turbativa.

Fulvia Dini, 57 anni di Arezzo e dirigente ASUR, accusata di tentato abuso d'ufficio.

Inoltre Badiali, Facchini e Pesarini sono accusati di traffico di influenze illecite. 

Raffica di sequestri e perquisizioni

Almeno 4 di questi indagati nell’ambito dell’inchiesta, tra ieri e oggi, hanno ricevuto negli uffici ASUR e nelle loro abitazioni private la Guardia di Finanza di Ancona, che ha effettuato una serie di sequestri tra computer, cellulari, tablet. Non solo perché i militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinati dal pm titolare dell’inchiesta Andrea Laurino (foto in basso), hanno perquisito auto, studi commerciali, uffici di consulenti contabili e di imprese. A caccia di documenti, bozze, appunti, fatture. Tutto il necessario per ricostruire l’intricata trama di accordi carbonari che avrebbero dovuto fare fuori la concorrenza, per accedere ad una serie di servizi all’interno dell’ASUR: pulizie, antincendio e ristorazione. 

Le accuse e il super bando da 200 milioni

Secondo i pm anconetani, a partire dal 2015, si sarebbe costituito un gruppo di affari che vedeva le aziende private e le cooperative proporsi, attraverso alcuni intermediari, con i funzionari pubblici. Uomini pronti a pagare per fare in modo che i bandi pubblici andassero in un modo solo e solo a favore loro, così che quelle ditte potessero prendere l’appalto di quel servizio.

L’assegnazione diretta al posto del bando pubblico

Bandi anche da 200 milioni di euro. Come quello per diventare l’azienda che si sarebbe dovuta occupare delle pulizie delle varie ASUR. In questo caso, sempre secondo le accuse, Magagna e Posadinu, attraverso gli intermediari, hanno agganciato Marini per corromperlo e far sì che la gara pubblica fosse aggiudicata dalla Coopservice. Lo stesso Marini avrebbe addirittura indetto una assegnazione diretta quando invece avrebbe dovuto indire una gara pubblica per il servizio di lavaggio e pulizia di tutti gli articoli tessili (dai corredi dei letti di degenza al vestiario del personale sanitario) dell’Area Vasta 3 di Macerata, a favore dei “Servizi ospedalieri Spa” e “Servizi Italia Spa”. 

Consulenze legali fantasma per 40mila euro

Una delle trame da ricostruire è quella che vede il Dg Marini e Dini, in qualità di responsabile unico del procedimento per la ristrutturazione dei Padiglioni dell’area “Ex Umberto I” di Ancona, agire insieme per creare dal nulla delle gare fittizie per consulenze legali, in modo da giustificare il pagamento di 39mila euro ad un avvocato. 

La ristorazione a Jesi 

Sarebbe stato pilotato anche il bando di gara relativo all’affidamento del servizio di ristorazione scolastica e assistenziale a Jesi nel 2019. Come? Truccando i dati dei requisiti minimi richiesti alla ditta di fornitura del cibo: in questo caso sarebbe stata aumentata al distanza richiesta tra Comune di Jesi e centro cottura per far rientrare nel gioco l’impresa amica. In particolare Badiali, che al tempo non era ancora sindaco, sarebbe stato un mediatore in questa transazione incassando 1.000 euro, formalmente presi per la campagna elettorale, ma che in realtà, secondo gli inquirenti, erano una mazzetta. 

Il servizio antincendio a Fabriano

Sotto la lente anche l’affidamento del servizio antincendio per le strutture ospedaliere di Fabriano. In questo caso Marini, per agevolare quella determinata azienda, avrebbe cambiato il bando, indicando come requisito fondamentale l’offerta economicamente più vantaggiosa invece che il minor prezzo. 

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