Strage di Corinando, i famigliari delle vittime: «Indagare anche chi ha dato i permessi»

Parlano gli avvocati di Eleonora, la mamma, ed Emma: «C'è già una documentazione interessante, la Procura sta lavorando bene ma è comprensibile l'ansia delle famiglie»

Il luogo dopo la strage

Tra le famiglie delle vittime di Corinaldo, morte nella calca della Lanterna Azzurra, c’è attesa per l’esito dei sopralluogi del Ris. Ma intanto ci si aspetta un ampliamento delle persone indagate anche per quanto riguarda le autorizzazioni rilasciate al dancing, teatro della strage. «Ci aspettiamo che la procura ampli il panorama degli indagati – commenta  all'Adnkronos l'avvocato Federica Ferro, legale di Paolo Curi, il marito di Eleonora Girolimini, la mamma di 39 anni deceduta insieme ad altri 5 giovani nella terribile notte tra il 7 e l'8 dicembre scorso. «Secondo noi ci sono state leggerezze nel momento in cui sono state rilasciate le autorizzazioni - spiega il legale - La procura ha elementi significativi su cui riflettere. Non dobbiamo fare una caccia alle streghe, ma agli atti c'è già documentazione interessante». L’avvocato fa riferimento alle 14 prescrizioni che la Commissione di vigilanza, presieduta dal sindaco di Corinaldo, Matteo Principi, aveva dato alla Lanterna per l’autorizzazione all’attività. Nulla osta che poi è arrivato dopo la presentazione di un’autocertificazione da parte del privato, senza che nessuno andasse effettivamente a verificare la veridicità di quanto dichiarato.

LA LANTERNA AZZURRA, UNA DISCOTECA PIENA DI IRREGOLARITA'

«Sono emerse grosse irregolarità dell'uscita in corrispondenza della balaustra e altre  deficienze negli impianti. Sarà la procura a valutare se ciò che è  accaduto è dovuto alla mera fase esecutiva di quella sera o a carenze  strutturali che quindi andavano controllate - afferma all'Adnkronos l'avvocato Luca Pancotti, legale della famiglia di Emma Fabini, la 14enne studentessa di Senigallia che insieme ad Asia Nasoni è la vittima più giovane. «La nostra percezione è di indagini molto ampie, a 360 gradi. Dopo il  deposito delle relazioni dei periti, attendiamo e vedremo le  determinazioni della procura nei confronti di quei soggetti indagati e di altri eventuali ulteriori soggetti - continua il legale - Le  risultanze delle perizie sembrerebbero orientare a un ampliamento delle indagini". Resta intatta la fiducia nella Procura di Ancona che sta seguendo le indagini anche se «è logico che le famiglie e la cittadinanza si attendano dei tempi più  stretti per poter individuare con certezza i responsabili, ma un'attività di indagine così complessa ha bisogno di tempo» aggiunge l’avvocato Ferro. «Non va dimenticato che siamo in presenza di famiglie che hanno perso figli di 14 anni, non c'è niente di più atroce e le loro angosce, i loro dubbi, sono da condividere dal punto di vista umano. Anche avere indietro un anellino o una maglietta potrebbe essere di conforto. È  normale che inizino a mostrare ansia, dal punto di vista umano è  comprensibile e condivisibile» conclude l’avvocato Pancotti. 

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