Feriti seguiti dalla psicologa: «Rischiano di restare traumatizzati e regredire»

Spiega questo Giorgia Cannizzaro, la psicologa che in questi giorni difficili sta seguendo da vicino i ragazzi rimasti feriti durante la strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo sabato notte

Giorgia Cannizzaro

«Questi ragazzi rischiano di restare traumatizzati e regredire alla fase psichica precedente». Spiega questo Giorgia Cannizzaro, la psicologa del servizio di elisoccorso di Emergenza sanitaria della Regione Marche. E’ lei che in questi giorni difficili sta seguendo da vicino i ragazzi rimasti feriti durante la strage alla discoteca Lanterna Azzurra di Corinaldo sabato notte. 

«Stiamo facendo un lavoro capillare con tutte le vittime, compresi i loro familiari, a vari livelli. Tirano fuori sentimenti di incredulità per un evento che supera simbolicamente le loro capacità di elaborazione. L’adolescenza è un momento di grande vulnerabilità di per sé perché i ragazzi devono superare il lutto del passaggio dall’infanzia. In questo caso hanno avuto un incontro forte e repentino con un evento che, in maniera aggressiva, apre a nuove vulnerabilità quelle della vita. Un fatto che supera le loro capacità di elaborazione. Per questo il rischio è che possano rimanere traumatizzati. Gli esiti li vedremo poi, adesso i ragazzini sono sotto choc e increduli e increduli». 

Non tutti riescono a parlare, con la psicologa come anche con i propri cari. «Dipende: alcuni hanno un’indole introversa e fanno fatica, mentre altri non hanno avuto bisogno di aiuti per tirare fuori quello che avevano dentro. Il sentimento prevalente è la paura, per sé, per aver perso un amico, per una vita in cui non si può essere al sicuro neppure ad un concerto. La spavalderia adolescenziale è cosa nota ma non dobbiamo scandalizzarci per quanto successo, questi sono ragazzi che a volte fanno cose che senza valutare le conseguenze. Quello che possiamo aspettarci ora è una regressione psicologica perché il ragionamento in questa fase di lutto é: “Se età adulta significa questo, allora meglio rimanere piccoli”. E questa reazione di fronte a questo fatto, in un momento di passaggio, può portare ad un ritorno alla fase psichica precedente. Per questo è necessario fare rete per ridare le coordinate ai ragazzi affinché superino questo momento». 

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