Spese pazze dell'ex assessore regionale, accusato di peculato: il pm chiede 4 anni

L'imputato, difeso dall'avvocatato Maurizio Benvenuto, respinge le accuse e anzi rivendica la regolarità della documentazione e delle spese che, prima di ogni rimborso, venivano controllate da un ufficio interno

Gianluca Carrabs

Circa 12mila euro di spese personali con i soldi pubblici. Per questo è finito sotto accusa l’ex assessore regionale dei Verdi Gianluca Carrabs, al tempo anche amministratore della A.S.S.A.M. (Agenzia Servizi Settore Agroalimentare Marche) e oggi project manager di Mondo Ies. Secondo le accuse, formulate dal pm dorico Ruggiero Dicuonzo, il politico ambientalista avrebbe approfittato dei rimborsi spesa dovuti relativamente alla sua attività politica. Soldi che però il politico avrebbe usato per scopi personali tra il 2011 e il 2012. Solo un capo di imputazione parla di 11mila euro di buoni benzina. Ma ci sono anche batterie del cellulare, parcheggi e corse in taxi a Roma. In tutto una 20ina di irregolarità, sempre secondo le conclusioni della Polizia Giudiziaria, emerse dopo aver analizzato più di 300 episodi. Un fatto per cui il pm oggi, di fronte al Gup Francesca Zagoreo, ha chiesto la condanna a 4 anni di reclusione per il reato di peculato.

L'imputato, difeso dall'avvocatato Maurizio Benvenuto, respinge le accuse e anzi rivendica la regolarità della documentazione e delle spese che, prima di ogni rimborso, venivano controllate da un ufficio interno. Carrabs non aveva disponibilità diretta del denaro per cui sarebbe impossibile configurare il reato peculato.

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