Colori e commozione, il Palio di San Nicola ricorda Francesco: «Da lassù tifa per voi»

La festa del Patrono ha visto le contrade cimentarsi nella tradizionale disfida. Alla benedizione di vessilli il parroco ha ricordato il giovane chef scomparso in un incidente

Un momento del Palio di San Nicola

Dame e Conti, Potestà e giullari. Sirolo torna al medioevo per la sesta edizione del Palio di San Nicola. La due giorni di festeggiamenti in onore del Santo Patrono è culminata con la tradizionale sfida delle 11 contrade. Sul sagrato della chiesa di San Nicola il parroco don Michele ha benedetto i gonfaloni ricordando Francesco Tridenti, il 20enne chef scomparso lo scorso dicembre in un incidente stradale: «Fino a qualche mese fa era qui con noi, adesso da lassù fa il tifo per tutti voi» ha detto il sacerdote seguito da un lungo applauso della folla. Quest’anno sorride La Cupetta, che sfila il palio alla contrada di San Francesco mentre il premio di consolazione resta per il terzo anno alla contrada della Madonnina. Il gioco consisteva come ogni anno nella corsa a staffetta lungo via Giulietti portando in mano una coppa piena d’acqua con cui riempire il più possibile il secchio della propria contrada. Rivalità e competizione? Al palio sirolese esistono, ma restano all’ombra della festa e del divertimento. A garantire la sicurezza c’erano i vigili urbani coordinati dal comandante Ferruccio Pierantoni e 10 volontari dell’associazione Angel Rangers, 8 riconoscibili dall’uniforme in stile militare e 2 in borghese per contrastare eventuali piccoli reati.

La kermesse è cominciata alle 16,30 con la sfilata di alfieri e figuranti lungo via Giulietti fino alla celebre piazzetta. A dare il via, sull’atrio della sede del Comune, è stato il sindaco Moreno Misiti: «Il palio non è solo una tradizione religiosa e una rievocazione storica, ma è diventato un modo di essere e di sentirsi comunità entrato ormai nella vita di tutti i sirolesi» ha detto il primo cittadino. Le poche e momentanee gocce di pioggia non hanno messo a rischio la manifestazione a cui hanno assistito diverse centinaia di persone. Gli alfieri e i relativi vessilli delle contrade San Francesco, San Lorenzo, Sant’Erasmo, Madonnina, Le Vigne, La Cupetta, La Fonte, Fonte d’olio, Il Castello, I Mulini e il Coppo hanno percorso il corso di Sirolo anticipati da figuranti e sbandieratori fino al sagrato della chiesa di San Nicola dove i vincitori dello scorso anno hanno simbolicamente riconsegnato il palio, che in realtà viene custodito all'interno della chiaesa stessa. Poi è stata la volta della sfida (GUARDA IL VIDEO). 

La formula è quella ormai consolidata. 5 giri correndo con una coppa piena d’acqua in mano dalla piazzetta fino al fondo di via Giulietti e ritorno. Sotto la coppa ogni alfiere teneva una moneta che rappresentava simbolicamente i tre denari donati da San Nicola a un uomo come dote per le tre figlie di quest’ultimo. Obiettivo: versare meno acqua possibile lungo il tragitto senza far cadere la moneta e una volta tornato al punto di partenza, versare l’acqua nel secchio della propria contrada sotto gli occhi di pubblico e figuranti, consegnare la ciotola a un compagno e ricominciare il giro. Unica variante all’ultimo dei cinque giri, percorso da ben due alfieri con il secchio legato a un bastone e portato a spalla. La pesa e l’analisi delle penalità ha decretato il vincitore: stavolta ha gioito La contrada della Cupetta. Il gioco ha seguito quello di sabato scorso, riservato ai più piccoli e chiamato non a caso Disfida della Canaja, vinta dalla Contrada dei Mulini. 
 
 

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