Riace, la Cgil a difesa di Lucano: «Un modello da difendere e condividere»

«Il modello di accoglienza e di integrazione di Riace deve essere difeso e con esso il valore della dignità delle persone»

Domenico Lucano

«Un ulteriore gravissimo atto è stato adottato dal Ministro dell’Interno che, per via amministrativa, ha ordinato una vera e propria deportazione dei migranti che vivono a Riace. Dopo le vicende di Lodi e di Monfalcone, dove si stanno discriminando i bambini figli di immigrati nell’accesso alla mensa scolastica o all’asilo, ora si commette un atto disumano oltre che di dubbia legalità». Così il sindacato della Cgil dopo l'arresto del sindaco di Riace Domenico Lucano e del tasferimento di tutti i migranti in altre strutture. 

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«La scelta del Ministero dell’Interno di trasferire i migranti ospiti dello Sprar di Riace in altre strutture è un atto scellerato e spropositato. Tale ulteriore vicenda costituisce la conferma di una deriva pericolosa ormai in atto che deve essere fermata: per questo chiediamo alle Istituzioni democratiche e alla società civile di reagire a quello che rappresenta un attacco alla cultura e ai valori della solidarietà, dell’accoglienza, dell’uguaglianza e della dignità umana. E’ stato più volte sottolineato dalla CGIL che il modello Sprar è l’unico modello sostenibile di accoglienza e che sarebbe dovuto divenire strutturale nella gestione di tutti gli arrivi. Questo punto di vista è sempre stato condiviso e sostenuto da quasi tutte le Istituzioni; per questo lanciamo un appello a tutti i parlamentari marchigiani, al Presidente della Regione, ai Sindaci delle città delle Marche, cosi come alle associazioni e ai cittadini, chiedendo di prendere pubblicamente posizione e far sentire la propria voce rispetto a una modalità inaccettabile di gestione dell’accoglienza che colpisce i più deboli e tradisce i valori della Costituzione. Il modello di accoglienza e di integrazione di Riace deve essere difeso e con esso il valore della dignità delle persone».

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