Il sindaco consegna ai Carabinieri tutti i documenti comunali: «Pronti a costituirci parte civile»

Nei prossimi mesi il Comune attuerà una serie di iniziative e il primo sarà la convocazione di un consiglio comunale, aperto anche alla cittadinanza, per affrontare e approfondire quanto accaduto

Da sinistra Giorgia Fabri, Lucia Giraldi e Matteo Pricipi

«Siamo ad un bivio: aspettare l’esito dell’indagine per poi valutare il da farsi oppure cercare la verità fin da ora e farci parte attiva in questo percorso. Abbiamo deciso per la seconda opzione. Per questo abbiamo consegnato agli inquirenti tutta la documentazione dell’attività comunale inerente la Lanterna Azzurra e, come Comune, siamo pronti a costituirci parte civile in un eventuale processo».

Lo ha detto stamattina il sindaco di Corinaldo Matteo Principi, in merito alla strage della discoteca Lanterna Azzurra, in occasione di un conferenza stampa convocata proprio dalla giunta comunale a cui erano presenti anche il vice sindaco Rosanna Porfiri, l’assessore alla cultura Giorgia Fabri e l’assessore ai lavori pubblici Lucia Giraldi. Così l’amministrazione corinaldese non vuole esimersi dal farsi carico di dolore collettivo, seppur con la consapevolezza di aver sempre svolto il proprio dovere. Tanto da considerarsi parte lesa all’interno di un eventuale e futuro procedimento penale. 

Ma possibile che non ci fosse mai stato un campanello d’allarme su eventuali irregolarità del locale e sulla gestione degli eventi, visto che oggi su questo indaga la Magistratura? «Posso dire che particolari problematiche riferite alla Lanterna Azzurra non mi sono mai state fatte presenti. Particolari situazioni non sono mai emerse. Ci sono stati tecnici che hanno fanno sopralluoghi e rilasciato pareri e posso garantire che anche la Lanterna Azzurra è passata attraverso questo tipo di iter burocratico».

«Abbiamo consegnato ogni documentazione su attività amministrative della Lanterna Azzurra, autorizzazioni, progetti, verbali, planimetrie e rilievi di sopralluoghi» ha ribadito Principi, che poi ha espresso la linea del Comune per il futuro che trova sintesi in 5 punti.

I 5 punti dell'amministrazione

Primo, la ricerca della verità. Impegno e sforzo politico e amministrativo per il raggiungimento di un solo obiettivo: la verità su quanto accaduto. Ogni azione, iniziativa e provvedimento che verrà preso nei prossimi mesi tenderà sempre verso questo obiettivo, senza fare sconti ad alcuno. 

Secondo, trasparenza e disponibilità. Nell’ottica di agevolare ogni processo volto alla ricerca della verità, massima disponibilità a mettere a disposizione tutte le informazioni a nostra disposizione a chiunque ne faccia correttamente richiesta, secondo la normativa vigente. 

Terzo, costituzione parte civile. A tutela di un'intera comunità sotto choc e danneggiata nell'animo e nell'immagine, è intenzione dell’amministrazione costituirsi parte civile nel processo, affiancando i genitori ed i parenti delle vittime e supportando l’azione della Procura di Ancona. 

Quanto, un conto corrente per la vittime. Nell'ottica di un concreto sostegno alle vittime, è stato istituito un conto corrente dedicato alla raccolta di fondi per aiutare, anche economicamente, quanti sono stati direttamente colpiti dalla tragedia. L'impegno dell'amministrazione è quello di promuovere la sensibilizzazione verso una raccolta fondi.

Quinto, l’elaborazione del lutto. E’ intenzione del Comune avviare un percorso di confronto con le famiglie dei ragazzi coinvolti e dei feriti, aprendo un tavolo per far sì che la macchina comunale si metta al loro servizio e al fianco in questo momento di grande dolore.

Verso un consiglio comunale aperto

Nei prossimi mesi il Comune attuerà una serie di iniziative che puntano al raggiungimento di questi obiettivi. Il primo passo sarà un consiglio comunale, aperto anche alla cittadinanza, per affrontare e approfondire quanto accaduto. Un confronto nel luogo istituzionale d'eccellenza, deputato al dibattito politico della comunità. Inoltre verranno organizzate attività di confronto e ascolto diretto con le vittime e con i familiari per un confronto sulle azioni da mettere in campo per far emergere ogni verità, anche quelle più scomode. 

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