Disoccupato in sciopero della fame e della sete all'Agenzia delle Entrate

Vive con 380 euro al mese, che racimola affitando stanze della sua casa a studenti. Ora lo Stato gli ha chiesto 1.116 euro: "Così io non campo. Questa è la legge ma per me è ingiusta e contro la dignità individuale"

Corrado Ambrosi (Stefano Pagliarini via Facebook)

Guadagna 380 euro al mese e lo Stato gliene chiede 100. Non riesce a vivere in questo modo e da oggi è in sciopero della fame e della sete davanti alla sede dell’Agenzia delle Entrate. 

Corrado Amborsi, 40 anni di Ancona, è disoccupato e guadagna ogni anno 4.560 euro affitando agli studenti alcune stanze della sua casa. Ora lo Stato gli chiede 1.116 euro di imposte (reddito 2013). Per lui è ingiusto e umiliante. Non ce la fa ad andare avanti così. Per questo da martedì mattina è in sciopero della sete e della fame, davanti alla sede provinciale dell’Agenzia delle Entrate di via Palestro. «Mi chiedono il 25% ma io così non campo - ha detto il 40enne - Questa è la legge ma per me è ingiusta e contro la dignità individuale. Per questo io non la rispetto. Mi hanno spiegato che se sono redditi da capitale vengono tassati al 25%, mentre se fossero stati reddito da lavoro sarei rientrato nella fascia esentasse. Mi chiedono il 25% ed è tutto regolare lo so, non ci sono errori ma per me è un’assurdità».

I FATTI. Erano le 11 circa del mattino quando l’uomo è entrato nella sede di Ancona Entrate di via Palestro, pochi metri prima di piazza Pertini. Il 40enne si è recato in un ufficio dal quale poi è uscito con una faccia sconsolata. A quel punto ha sbattuto le cartelline e i documenti per terra e lì si è seduto a petto nudo. E non ha intenzione di andare via. «Finchè non risolveranno la mia situazione non mangerò e non berrò più. Mi devono portare vie con la forza» ha ribadito Corrado, che comunque non ha intenzione di commettere gesti inconsulti e vuole solo mettere in atto una protesta civile e non violenta. Ma a cosa potrebbe servire visto che c’è solo una legge da applicare? E in un certo senso lui vorrebbe anche essere di esempio per i cittadini quando dice che: «Gli italiani sono un po’ addormentati e magari questo mio gesto potrà essere utile» ha detto Corrado. In mattinata sono arrivati i carabinieri che hanno provato a dissuadere l’uomo dal proseguire la sua manifestazione ma non c’è stato verso.

LE REAZIONI. A parlare è il direttore provinciale dell’AE Gabriele Chiaccheretta, che ha detto: «Purtroppo il suo problema non riguarda l’Agenzia delle Entrate, perché è una dichiarazione dei redditi con l’imposta che ha regolarmente calcolato il commercialista. Forse è ingiusto ma non è né più né meno che la legge. Io mi auguro che desista dal suo sciopero perché potrebbe essere deleterio per lui».

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