Sciopero del trasporto aereo, metà dei voli cancellati: martedì nero per i viaggiatori

Incrociano le braccia anche i dipendenti di Aerdorica che chiedono un incontro al governatore Ceriscioli

L'aeroporto di Falconara

Continua lo stato di agitazione nel settore dei trasporti. Si preannuncia un martedì nero per chi deve mettersi in viaggio. Per domani, 21 maggio, è stato infatti confermato lo sciopero nazionale di 24 ore del trasporto aereo. L’hanno deciso le sigle Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti. Le motivazioni della protesta sono le stesse dello sciopero generale della scorsa settimana: le difficoltà del settore aeroportuale e la crisi di Alitalia. La protesta coinvolgerà piloti e assistenti di volo, oltre a tecnici e personale di terra di Alitalia (che ha cancellato metà dei voli), Blue Panorama e Blue Air. Per i passeggeri saranno comunque garantite le fasce protette 7-10 e 18-21.

Allo sciopero aderiranno anche i lavoratori di Aerdorica, come informa in una nota la segreteria regionale della Cgil. «Infatti - si legge - al salvataggio dell’infrastruttura che è pressoché ultimato, manca ancora l’udienza di omologa al concordato che deciderà se apporre o meno il sigillo ufficiale al piano presentato dalla società. A questa mobilitazione parteciperanno i lavoratori di Aerdorica perché preoccupati del loro futuro lavorativo per l’imminente scadenza del contratto di solidarietà, l’incertezza di ulteriori ammortizzatori sociali e il mancato rifinanziamento del fondo del trasporto aereo da parte del Governo. La mancanza di un piano industriale chiaro, nonostante la promessa di sviluppo da parte del Fondo Njord, pone grandi interrogativi. Le dichiarazioni a mezzo stampa del nuovo amministratore unico sulla conferma degli esuberi e dei licenziamenti,  nonostante già da questa stagione si prefiguri un aumento del traffico aereo, come l’istituzione del volo di linea stabile e permanente da Ancona a Shanghai e Shenzhen, rappresentano un fatto di forte preoccupazione». Il sindacato osserva che «l’unica leva su cui si torna ad insistere è quella della riduzione dei costo del lavoro attraverso i licenziamenti e come vi sia la tendenza a sostituire il lavoro stabile con lavoro precario. Inoltre, la Regione fino ad ora ha tenuto un silenzio assordante».

Per domani è stata annunciata una conferenza stampa, presso la sede regionale della Cgil, con la presenza dei lavoratori che poi in delegazione chiederanno di essere ricevuti dal governatore Ceriscioli

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