La campionessa mondiale di pasticceria è di Ancona

Si chiama Sara Accorroni, 31 anni, e si è imposta in coppia con il laziale Bruno D'Angelis ai Mondial des Arts Sucrés di Parigi. Ex studentessa dell'Alberghiero di Senigallia, ha lavorato anche alla pasticceria Picchio di Loreto

Sara al momento della premiazione

È anconetana la campionessa mondiale di pasticceria. Si chiama Sara Accorroni, 31 anni, e nei giorni scorsi, in coppia con Bruno D’Angelis, ha portato l'Italia alla vittoria dei Mondial des Arts Sucrés, a Parigi dal 5 all'8 febbraio. Per il Belpaese è la prima affermazione in questa competizione tutt'altro che semplice: 20 ore di tempo, in due giorni, per preparare torte, praline, dessert oltre a tre statue artistiche in zucchero, cioccolato o pastigliaggio (simile alla pasta di zucchero). «Ci siamo allenati da maggio fino al giorno prima di partire – racconta Sara – con tanto studio, ricerca, pratica, messa a punto e prove a tempo. È stato un gran sacrificio. Iniziavamo alle 7.30 e uscivamo dal laboratorio a mezzanotte, a volte anche alle 3 di notte».

Sara e Bruno si sono allenati nei laboratori della Scuola di Cucina Cast a Brescia. La 31enne anconetana lavora là da 4 anni ed è responsabile dei laboratori. Per affrontare la sfida avevano come allenatori Davide Malizia e Roberto Rinaldini (attuale giudice de Il più grande pasticcere, format in onda su Rai2). Oltre alla supervisione di Iginio Massari (anche lui su Rai2 insieme a Rinaldini). Una vittoria «faticosa da raggiungere ma appagante e indescrivibile – spiega la neocampionessa - Non davamo nulla per scontato ma siamo andati a Parigi con la grinta e la forza di fare bene. "Arriviamo su e spacchiamo tutti", l'animo era questo. Mentre lavori anche la minima emozione ti può tradire ma devi fare tutto nel minor tempo possibile e sempre al top. Non era facile. In Italia siamo avanti come gusto e abbinamenti ma ci sono paesi emergenti che ci hanno dato filo da torcere». Come Malesia e Giappone, che si sono classificate al secondo e al terzo posto dietro l'Italia. Ora per la coppia mondiale si apre un futuro pieno di prospettive. Al di là della soddisfazione al momento di alzare il trofeo, questa competizione rappresenta per i vincitori un numero crescente di contatti con aziende e possibilità di lavoro ai massimi livelli. E chissà che non si presenti una possibilità di comparire anche in tv. «È un buon momento per il nostro lavoro ma non ci si deve confondere: la pasticceria non è una passeggiata o una passerella televisiva. Un pasticcere è laboratorio, controllo della qualità dei prodotti, gestione del personale, preparazione e tanto altro. La tv può portare notorietà e benvenga. Ma che non diventi solo quello» commenta Sara.

Insomma, una seria professionista che ha mosso i primi passi nelle Marche. Dall'Istituto Alberghiero Panzini di Senigallia, seguita da chef come Ennio Mencarelli, Claudio Gasparini, Giancarlo Rossi e Luca Santini e poi al lavoro tra le spiagge di Sirolo e Palombina Vecchia (con lo chef Walter Borsini) e l'esperienza pluriennale alla pasticceria Picchio di Loreto con il maestro Claudio Marcozzi. In un ambiente che ha poco spazio per figure femminili. «Le donne – conclude - fanno più fatica a uscire perché questo lavoro non concede la stessa normalità di orari di un impiego normale. Nel momento in cui si inizia ad avere famiglia, subentra la scelta personale».

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