Assiste all'esordio del figlio con l'Ascoli e poi si ricovera, la tenera lettera in ricordo di Roberto

E' la lettera degli amici di Roberto Paglialunga, operaio metalmeccanico morto lunedì dopo aver condiviso col figlio Davide un grande sogno: passare a giocare dalla Giovane Ancona all’Ascoli

Roberto Paglialunga

“Era un grande papà, non di quelli troppo tenero, anzi…Quando serviva era severo, teneva i figli con disciplina ma allo stesso tempo con amore e dolcezza. Un papà presente, non ha saltato mai una partita, fino all’ultimo giorno. 

Durante tutta la malattia i genitori degli altri compagni di squadra sono diventati suoi amici, sempre vicini, il cammino della malattia è durato un anno e mezzo, durante il quale si è creato un forte gruppo di genitori di piccoli calciatori attorno a lui. Nonostante i suoi dolori è stato sempre presente, mai triste, mai abbattuto. Lo faceva per poter regalare anche un solo minuto in più della sua vita alla sua famiglia e ai suoi amici.

Sul lavoro era stimato e amato, aveva una dignità incredibile. Proprio domenica, dopo aver visto il figlio debuttare con l’Ascoli, è tornato al campo della Giovane Ancona per salutarci tutti, come se sentisse qualcosa, poi lunedì il ricovero e la fine. Alla messa di domani leggeremo una lettera da parte degli amici. Siamo orgogliosi sia stato nostro amico. 

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Con la moglie Irene si era messo insieme quando erano ragazzini in tenera età, dai 14 anni sempre insieme, sin da piccoli, è stato un marito amorevole, sempre presente, dolce e sempre prodigo di sorprese per la compagna di tutta una vita”. 

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