Banda ultralarga nelle Marche, progetto da oltre 100 milioni di euro

Approvato il Piano per la banda ultra larga che ha l'obiettivo di portare entro il 2020 almeno 30 mega in tutta la regione e dotare l'85% della popolazione di almeno 100 mega

«Oggi nelle Marche si è raggiunto un traguardo importante. Il Consiglio regionale ha approvato il Piano per la banda ultra larga che ha l'obiettivo di portare entro il 2020 almeno 30 mega in tutta la regione e dotare l'85% della popolazione di almeno 100 mega. Sono 108 i milioni messi a disposizione dalla Regione provenienti da fondi statali e fondi regionali europei.» Soddisfazione nelle parole di Andrea Biancani, Presidente della Commissione Territorio della Regione Marche, per l'approvazione del Piano che è approdato in Aula dopo due mesi di consultazioni sul territorio.

«Abbiamo fatto in modo – ha detto Biancani – di portare quanto prima possibile in Piano all'approvazione del Consiglio regionale per poter partecipare al bando di gara del Ministero dello Sviluppo economico, che uscirà nei prossimi giorni e rientrare nel gruppo delle Regioni che potranno progettare e realizzare gli interventi.» I nuovi criteri introdotti nel Piano individuano: agevolazioni degli Enti locali che attueranno accordi con la Regione per agevolare interventi sul territorio; la rilevanza delle zone dove sono presenti le piccole e medie imprese e quelle produttive; particolare attenzione specifica alle aree interne soprattutto quelle in crisi occupazionale e alle strutture pubbliche quali plessi scolastici e strutture pubbliche. Aggiunta anche la creazione di un gruppo di lavoro permanente, formato da tutti i soggetti interessati, che avrà l'obiettivo di garantire la partecipazione e avere ben chiari i fabbisogni dei territori.

«La banda ultralarga – afferma Biancani – rappresenta una infrastruttura strategica per il tessuto economico e sociale di un territorio capace di favorire la competitività, l'inclusione sociale e l'occupazione. Uno strumento di estrema importanza per le imprese che possono competere meglio nel mercato internazionale, per le istituzioni che possono offrire maggiori servizi ai cittadini e per questi che possono aver garantito il loro diritto di accesso ad internet.»

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