«Abolire la caccia? Poi vediamo chi paga i danni ad automobilisti e agricoltori»

Dopo la proposta del consigliere regionale Busilacchi arriva la presa di posizione di Federcaccia Ancona. Spinelli: «Fra qualche anno non ci saranno più cacciatori»

Andrea Spinelli, presidente di Federcaccia Ancona

Sono circa 2700 le doppiette nella provincia di Ancona ma il calo è costante. In media con il decremento a livello nazionale i cacciatori sono sempre meno numerosi: il 5/7% ogni anno. «E lo zoccolo duro – spiega Andrea Spinelli, presidente di Federcaccia Ancona – è formato da persone di 65/70 anni che, nel giro di massimo 10 anni smetteranno». Anche per questo l'idea del consigliere regionale Gianluca Busilacchi (Mdp) di far indire un referendum per «limitare fortemente l'attività venatoria» non piace alla categoria. «La caccia è già molto limitata e burocratizzata perché negli anni sono stati sempre messi più paletti – spiega Spinelli – i cacciatori sono sempre meno. Fisiologicamente la caccia sparirà. Per questo mi sembra esagerato parlare di referendum». Qualcuno ha già iniziato il 1 settembre. Quest'anno il calendario venatorio approvato dalla Regione Marche ha previsto giornate di deroga prima dell'avvio ufficiale previsto per il 16 settembre e fino al 10 febbraio. Giorni in più rispetto allo scorso anno. «Io avrei confermato lo stesso calendario del 2017 – aggiunge Spinelli – è un pensiero mio e vado contro i miei interessi ma come associazioni avremmo potuto non cambiare. Avremmo evitato i soliti ricorsi». 

Un calo, quello dei cacciatori, che presto potrebbe mettere l'intera regionale alle strette per quanto riguarda il controllo della fauna selvatica. Per ovviare al proliferare di cinghiali e caprioli («Saranno la prossima emergenza della provincia di Ancona» profetizza Spinelli) la Regione ha confermato la figura del "selezionatore". Al di là delle parole, sempre di un cacciatore si parla. «Vorrei dire a Busilacchi di fare questa prova – conclude Spinelli – sospendiamo la caccia per un paio di anni e poi vediamo cosa succederebbe. Se i selezionatori si fermassero i danni all'agricoltura e i pericoli per la sicurezza stadale diventerebbero insostenibili. Come farebbe la Regione a pagarli, poi? Lo scorso anno abbiamo abbattuto 10mila cinghiali ma questa specie è molto riproduttiva. In un'estate come quella del 2017 ogni femmina può aver fatto anche tre cucciolate. La verità è che, purtroppo, chi parla non si intende affatto di caccia e vede la questione solo come uno sparare fine a sé stesso».  
 

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