Raid a colpi di mazza, indagati tornano liberi

Restano comunque le accuse dei Carabinieri, conviti che dietro quel danneggiamento e la tentata estorsione ci sia una vera ritorsione alla quale la Procura intende andare a fondo

Foto di repertorio

Sono tornati a casa i i due romeni di 31 anni accusati di aver distrutto a copi di mazza l’auto di un connazionale al quale, secondo le accuse, volevano estorcere 5mila euro in contanti. La decisione è stata presa poco fa dal Gip Antonella Marrone che, in mattinata, aveva ascoltato le dichiarazioni degli indagati, assistiti dalle avvocatesse Laura Versace, Annalisa Marinelli e Roberta Rossini. Il pm Daniele Paci aveva chiesto la convalida dell'arresto e la conferma del carcere come misura di custodia cautelare. In un primo momento il giudice si è riservato, ma nel pomeriggio ecco la decisione: convalidato l’arresto e libertà per i due romeni

Forse, a pesare sulla decisione del Gip, la chiamata fatta ai carabinieri da parte degli indagati poco prima delle manette, per denunciare come essi stessi fossero stati vittime di minacce e intimidazioni da parte della famiglia di romeni residenti a Brecce Bianche. Dunque, seppur regolare l'arresto sulla base degli elementi indiziari raccolti dei carabinieri del Norm la sera del 3 ottobre, sarà compito della Procura andare a fondo di questa vicenda per delinearne in maniera chiara i contorni. A carico dei 2 31enne restano le accuse danneggiamento e la tentata estorsione.

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