Raffineria Api, Ceriscioli esclude i comitati dai tavoli: «Calpestata la partecipazione democratica»

La Giunta Regionale, con la delibera numero 541 del 13 maggio scorso, ha deciso per la “costituzione di un tavolo di confronto interistituzionale regionale su API raffineria di Ancona S.p.A.”

Foto di repertorio

La Giunta Regionale, con la delibera numero 541 del 13 maggio scorso, ha deciso per la “costituzione di un tavolo di confronto interistituzionale regionale su API raffineria di Ancona S.p.A.”. Sempre nel documento si legge che il tavolo dei tavoli serve per “il confronto congiunto delle misure e degli interventi prescritti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e l’ambiente e mitigare le relative criticità”. Sarebbe anche una cosa positiva se non escludesse tutti i comitati cittadini che, da anni, si battono per cercare la verità sulle esalazioni industriali emesse nell’aria, chiedendo maggiori controlli da parte delle istituzioni sull’attività della raffineria di Ancona Spa. La stessa azienda al centro di un’inchiesta della Procura di Ancona che contesta ai vertici aziendali reati ambientali. Un colpo ancora più duro per i comitati Mal’Aria e Onda Verde che, lo scorso febbraio, avevano ottenuto un incontro il Prefetto, che aveva investito il sindaco di Falconara Stefania Signorini del compito di farsi promotore del tavolo con il Ministero dell’Ambiente. Insomma i cittadini al tavolo dove si decide. Tutto da rifare però perché proprio la nuova delibera della Giunta Ceriscioli, rimetterebbe tutto in discussione. 

Il comunicato integrale dei comitati 

“Per noi la cosa grave è che questo nuovo tavolo preveda la partecipazione di tutti i soggetti già con noi presenti nel tavolo istituito presso la Prefettura ma di fatto esclude il Comitato Mal’aria e Ondaverde Onlus - si legge in un comunicato dei comitati - Il locale comitato civico spontaneo falconarese, denominato Mal’aria, si è adoperato molto in questi anni, con l’intercessione della Prefettura, per ottenere che tutti gli organi istituzionali fossero costretti a lavorare fattivamente sulle cause delle emissioni industriali e quindi sul degrado ambientale e sanitario che coinvolge Falconara. Chiediamo inoltre, da oltre due anni, un coinvolgimento diretto dei Ministeri della Salute e dell’Ambiente. Ora, dopo anni di passività, la Regione crea un tavolo nel quale di fatto non ci siamo. Non dimentichiamo che la costituzione del tavolo presso la Prefettura nei mesi scorsi ha di fatto scosso gli organi preposti alla sorveglianza sanitaria ed ambientale (Regione, ARS e ARPAM), dalla situazione di stallo e di mancanza di comunicazione che persisteva ormai da troppo tempo, ed ora non possiamo che percepire questa iniziativa, della Regione, come un tentativo di annullamento della partecipazione dei cittadini. Inaccettabile che una nostra eventuale presenza al tavolo venga ora relegata alla discrezionalità dei soggetti formalmente indicati, questa impostazione data dalla Giunta regionale, viola, a nostro avviso, ogni elementare regola di partecipazione democratica attiva e civile, gettando via con un colpo di spugna la nostra puntuale partecipazione e presenza sui contenuti; contenuti e competenze dimostrate in più occasioni, ad ogni incontro svoltosi per volere della Prefettura con l’Agenzia Regionale Sanitaria e l’Arpam, così come in Regione (presidio del 7/11/2018, seminario sull’AIA del dicembre 2018). Da parte della Regione Marche si tratta di fatto, per le scriventi, di un nuovo tentativo di escludere i cittadini dalle decisioni che gravano sulle loro vite. Dopo tutti gli sforzi da noi effettuati e la ricerca continua di un confronto e incontro con il Ministero della Salute e dell’Ambiente, la Regione Marche ora si attiva ma ci esclude, incredibilmente. Ci chiediamo ora: cosa ne sarà del tavolo istituito presso la Prefettura? Che cosa ne sarà del nostro dossier depositato al Ministero dell’Ambiente? Che cosa ne è stato della nostra contestuale richiesta di istituire un tavolo con i Ministeri con noi presenti? Dopo due anni di attesa questo è il triste epilogo? I cittadini dei comitati si riservano di mettere in atto ogni mezzo civile, democratico per vedere affermato il loro diritto a rappresentare direttamente le proprie istanze, in tutti i tavoli dove si decide del futuro ambientale della propria cittadina e chiedono: una modifica della DGR_541/19, affinché sia prevista stabilmente in essa la partecipazione a tutti gli incontri del neonato tavolo interistituzionale di una delegazione di cittadini in rappresentanza del locale comitato civico spontaneo falconarese denominato Mal’aria Falconara”.

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