Via Sacripanti: il murales di Raffaele Paolucci, pronipote di "Sbandavapori"

Arriva la Street Art ad Ancona per riqualificare la città. Ecco il perché di un murales nel cuore di Brecce Bianche dove vengono raffigurati tutti i personaggi popolari che hanno fatto la storia di Ancona

Un murales in cui vengono raffigurati personaggi che hanno fatto la storia dell’Ancona popolare. E’ l’idea dell’associazione A2O che, mesi fa, aveva lanciato il bando. Oggi quel mega graffito diventa realtà, grazie al talento di Raffaele Paolucci (in foto), 22 anni di Ancona. Il giovane writer non solo sta dimostrando di essere un mago delle bombolette spray, ma può anche vantare di essere il pronipote di Sbandavapori. Proprio lui, uno dei personaggi del folklore dorico, nato nel 1900 ed entrato di diritto nell’elenco dei personaggi leggendari insieme ad altri illustri compagni: El Barò, Paccamele, Birbacciò, Umbertì, Dido Dado, Zorro, Murtadela e, appunto, Sbandavapori, rimasto nella storia dopo un fatto avvenuto durante la 2° guerra mondiale. Successe tutto al porto. Un facchino che stava scaricando la merce da un battello, cadde in acqua, rischiando di restare schiacciato tra l’imbarcazione e il molo. Il mare era agitato e Aldo Cesaroni piantò i piedi sul molo e la schiena sul battello, finché il facchino non fu salvato, evitando una tragedia. Da lì, Cesaroni divenne Sbandavapori. Fatto sta che oggi quel disegno ha il compito di far rivivere un angolo di Ancona attraverso il rilancio del graffitismo. Ma ad una condizione: raccontare qualcosa che caratterizzi fortemente la città. Raffaele lo ha fatto, trasformando un muro grigio di via Sacripanti in uno squarcio spazio-temporale, dove chi passa ha la sensazione di veder rivivere quei personaggi che, in qualche modo, hanno lasciato un segno nella memoria di Ancona.

Raffaele Paolucci dove si è ispirato per la sua idea?

“Sono sempre stato appassionato dell’Ancona vecchia anche per una certa educazione che ho avuto in casa, dovuta anche al fatto che il mio bisnonno è 169886_1850277580019_1634596_o-2Sbandavapori. Mi sono interessato con diversi libri e ho trovato questa occasione per fare un tributo alla città. Invece di ritrarre i classici panorami di Ancona ho preferito parlare di quell’Ancona fatta dalle persone, e per il mio lavoro devo ringraziare anche Enrico Mariangeli, che mi da una mano nella definizione”.

Lei si definisce un writer. Ma non sono gli stessi che, in alcuni casi, imbrattano i monumenti?

“Io personalmente sono un writer a metà, perché rifiuto l’azione illegale. Certo, vengo da lì, da ragazzino anch’io andavo a scrivere negli autobus o sui muri, ma mai atti vandalici su monumenti. I veri writers non toccano muri. Io mi sono allontanato da quella realtà e penso a lavorare nei posti dove è possibile lavorare col permesso. E proprio con quest’opera cercherò di avvicinare le persone a questo tipo di arte e far capire che l’arte con le bombolette spray non è per forza atto di vandalismo”.

E cosa direbbe a chi sporca i monumenti?

“Io direi che ogni persona deve fare il suo percosso perché oltre all’arte e la tecnica ci vuole un periodo di vita in cui si fa esperienza. A loro voglio dire di usare la testa ed essere abbastanza maturi da capire dove si può e dove non si può. Una scritta su un monumento non è una cosa bella, non crea bellezza”. 

Ma nemmeno fatta su un muro o un palazzo o un cartello pubblico.

“Non posso dire di non averlo mai fatto, perché ci siamo passati tutti. Se lo devono fare, che almeno non siano porcate”.

Il lavoro del writer Paolucci è stato selezionato dai soci dell’associazione A2O che, già dai tempi della campagna elettorale, quando candidarono a sindaco Matteo Bilei, avevano proposto un bando di street art per riqualificare alcune zone urbane. “Abbiamo pensato di sfruttare una nuova forma d’arte per sistemare alcune mura malconce della città - spiega proprio Bilei - Le bozze ci erano state mandate ad aprile scorso e il progetto di Raffaele ci è sembrato il primo da premiare. Dopo aver terminato la murata di 50 metri di via Sacripanti, toccherà ad un muro che si trova in via Michelangelo, in un parcheggio a pochi metri da via XXV Aprile”ha concluso Bilei. 

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