Car-pooling e piste ciclabili per migliorare la qualità dell'aria

Presentati i risultati dell'indagine sulla mobilità sostenibile in provincia. Dal trasporto pubblico alla condivisione dell'auto, ma anche rincari per circolare nei centri città

Un totale di 750 interviste nei sei principali comuni della provincia (250 ad Ancona e 100 a Falconara, Fabriano, Jesi, Osimo e Senigallia) per fotografare i comportamenti dei cittadini relativamente alla mobilità quotidiana e valutare il gradimento di una serie misure antismog.Questo l’obiettivo dell’indagine promossa dalla Provincia di Ancona in collaborazione con l’Università politecnica delle Marche, la Regione, l’Arpam, l’Autorità portuale e l’Anas, i cui risultati sono stati presentati questa mattina.

Molte, e sicuramente utili nell’ottica di un riordino degli interventi per una mobilità più sostenibile, le indicazioni emerse dallo studio, che si è concentrato soprattutto negli spostamenti casa-lavoro. L’indagine ha permesso di verificare una forte rigidità delle abitudini dei cittadini per quanto riguarda la scelta di spostamento con il mezzo privato.

“In questo senso – spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Marcello Mariani - il risultato dell’indagine dimostra la necessità di affiancare alla classica politica di innalzamento delle tariffe con provvedimenti che rendano più oneroso o comunque più difficile l’ingresso nei centri a rischio congestione. Un esempio è l’applicazione di una tariffa per tutti coloro che entrino nei centri urbani in determinate fasce orarie anche per zona e per ingombro dei veicoli. Ma si può intervenire anche con misure più semplici come l’estensione delle Ztl, visto che il rischio di contravvenzione è un deterrente maggiore rispetto al costo del parcheggio”.

Ma non necessariamente il profilo deve essere strettamente sanzionatorio. Una crescente disponibilità, infatti, si registra rispetto alla possibilità di interventi mirati a favorire la sosta “virtuosa” in zone dotate di servizi navetta o altri mezzi di trasporto pubblico.

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Marcello Mariani“Se questi interventi fossero gestiti direttamente dalle società che hanno in concessione il servizio di trasporto pubblico – continua Mariani - si potrebbe ottenere una maggiore efficacia ed efficienza nella gestione, in quanto gli introiti delle soste finanzierebbero direttamente i servizi sostitutivi al mezzo privato, mentre la gestione diretta permetterebbe di calibrare al meglio la frequenza e la capienza degli stessi servizi di trasporto sostitutivo”.

Rimane in piedi anche l’idea del car-pooling (la condivisione delle auto private tra più persone, allo scopo di ridurre costi e impatto ambientale), misura già adottata dalla Provincia di Ancona per i suoi dipendenti e estesa a quelli del Comune di Ancona e Regione Marche, anche se l’indagine non rileva una particolare preferenza verso questo strumento di mobilità sostenibile.
Più gettonata, invece, resta la soluzione del trasporto pubblico che, tra l’altro, non sembra essere ostacolata da possibili incrementi tariffari a patto di un miglioramento dell’offerta che preveda l’aumento della frequenza delle corse e la disponibilità nei tragitti più richiesti.

“Resta comunque necessario – conclude Mariani – rendere più fruibili i centri urbani a ciclisti e pedoni, che, al di là di tutto, rappresentano per definizione il segmento più “sostenibile” della domanda di mobilità. Gli incentivi in questa direzione devono essere orientati soprattutto verso i più giovani prima che, con l’età, si abituino a prendere l’auto anche per spostamenti di poche centinaia di metri”.
 

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