Che fine deve fare il gruppo di Protezione Civile? L'appello di Maurizio Malatesta

E' passato più di un anno da quando il gruppo di Protezione Civile anconetano è stato costituito. Poi è stata data una sede provvisoria, un pc, un cellulare e poi nulla: "Il gruppo non ha nulla per fare il proprio lavoro"

Solo un anno fa, Ancona era ancora un capoluogo di regione senza un gruppo di volontari di Protezione Civile. Anche Ancona Today aveva sollevato la questione e oggi, a distanza di un anno circa e alle porte della stagione estiva, ci chiediamo: a che punto è l'organizzazione della Protezione Civile dorica?

Siamo andati in via Conca, dove è la sede provvisoria del gruppo, per parlare con il coordinatore del gruppo, Maurizio Malatesta. Il risultato? Il gruppo c'è e i volontari sono anche desiderosi di partire. Peccato che  non ci sia uno straccio di finanziamento nemmeno per comprare una divisa e poter così essere operativi sul campo. Insomma gli uomini ci sono, ma non hanno i mezzi per dare il loro supporto nelle emergenze. “Nel momento in cui siamo pronti a partire non abbiamo un finanziamento” ha detto Maurizio Malatesta. Cosa manca? Tutto. Una sede fissa, le divise per i ragazzi, i mezzi basilari quali un'auto, mezzi antincendio e la possibilità di partecipare a dei corsi di formazione.

Protezione civile (2)-2-2Il bando di iscrizione dei volontari in tutta la città risale al gennaio 2012, quando vennero accolte le domande, fu nominato Malatesta coordinatore e nacque ufficialmente il gruppo. Poi a Luglio 2012 i volontari incontrarono l'ormai ex assessore Roberto Signorini, per delineare un piano per la formazione e per assicurare piena operatività. Una piena operatività che non c'è mai stata. Nel frattempo le pratiche burocratiche sono proseguite. Nell'ottobre 2012 poi il gruppo è stato formalmente iscritto all'albo regionale. Il novembre scorso il gruppo ha approvato un suo regolamento interno e successivamente sono state fatte alcune assemblee, l'ultima delle quali nel febbraio 2013. Poi tutto fermo. Ancona continua ad essere una città capoluogo senza un gruppo di volontari di Protezione Civile che sia pronto proprio nel momento in cui arriva la stagione estiva, quando si devono affrontare diversi problemi: emergenza caldo, incendi, assistenza sulle strade e autostrade, prove antincendio boschivo sul Monte Conero. Ma nulla perchè il pilota c'è, ma non c'è l'auto per correre.

“A me la cosa che dispiace di più è che tra novembre e dicembre ho fatto a tutti un colloquio privato per conoscerli e mi sono trovato a 3 mesi di distanza con un pugno di mosche” ha detto Malatesta, che a questo punto lancia l'appello: “Mi appello a tutti i candidati sindaco a mettere nel loro programma il rilancio dell'operatività del gruppo comunale di Protezione Civile, visto che Ancona è tra i pochi comuni a non avere una Protezione Civile che funzioni”.

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