Anpas senza risorse: a marzo la croce gialla fermerà il primo mezzo

Prosegue la protesa dell'Anpas sotto la Regione Marche. I volontari chiedono il rispetto degli accordi sottoscritti a febbraio 2013. Serve l'adeguamento delle tariffe e il rimborso effettivo delle spese sostenute

Ancora un giorno di protesta sotto la sede della Regione Marche da parte dell'Anpas. Il presidio va avanti ormai dall'11 dicembre scorso. I volontari chiedono il rispetto totale degli accordi sottoscritti a febbraio 2013 ma che tuttora non sono stati attivati.

«All'appello mancano diversi punti. La Regione ha sottoscritto lo scorso 29 gennaio un accordo con la Croce Rossa, Misericordia ed altre associazioni. Noi non abbiamo firmato, non perché non vogliamo sottoscriverlo ma perché non ci sta bene quel tipo si trattamento. E’ stato sottoscritto un unico punto relativo al precedente incontro di febbraio- commenta  Giorgio Gasparini direzione regionale Anpas Marche-.  Vengono conguagliati un terzo dei rimborsi al saldo degli anni 2010-2011-2012- Non si parla né del 2013 né del futuro. Cosa molto importante invece per le nostre associazioni che sono a rischio chiusura perché economicamente non possiamo sostenerci».

Uno dei problemi principali è il mancato adeguamento delle tariffe, rimaste ferme al 2002 quindi, i rimborsi ad esempio per il carburante non sono sufficienti. «Si parla di servizi di emergenza e di servizi di trasporti secondari, servizi che non vengono rimborsati delle spese effettivamente sostenute. Si parla di affidamento dei servizi, tipologia di contratto, di revisione delle postazioni di emergenza, si parla di tante cose che non sono state mai approvate. Da parte nostra c'è  tanta disponibilità a qualsiasi trattativa però vogliamo il rispetto per noi e per i cittadini» dice ancora Gasparini.

Saranno proprio i cittadini a risentirne se le associazioni dovessero chiudere. Si troveranno infatti con molti meno servizi fruibili e a costi superiori. Il 90% dei servizi svolti nelle Marche vengono da associazioni di volontariato e dalla Croce Rossa. Ad Ancona, la Croce Gialla conta 40 mezzi. Se questi dovessero smettere di lavorare perché non possono più essere sostenuti economicamente, probabilmente ci sarebbe il caos.  
Le ambulanze potrebbero portare i malati all'ospedale ma nessuno li riporterebbe a casa. Gli ospedali e i reparti sarebbero intasati. A marzo, la Croce Gialla fermerà una macchina.

L'Anpas conta 48 associazioni, 6mila volontari, 30mila soci, 270 dipendenti e 400 mezzi.

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