Defibrillatori: al via il programma regionale per la diffusione

Venerdì 25 ottobre, nell'ambito di un incontro promosso presso Palazzo Raffaello, verranno consegnati i defibrillatori e gli attestati ai dipendenti che hanno seguito il corso per il loro utilizzo

Parte il programma regionale di diffusione dei defibrillatori semiautomatici nelle Marche. I primi due apparecchi verranno collocati negli Uffici della Giunta regionale. Venerdì 25 ottobre, nell’ambito di un incontro promosso presso Palazzo Raffaello, verranno consegnati i defibrillatori e gli attestati ai dipendenti che hanno seguito il corso per il loro utilizzo.
Alla cerimonia parteciperanno l’assessore regionale alla Salute, Almerino Mezzolani; il direttore del dipartimento della Protezione civile, Roberto Oreficini; il responsabile della Centrale operativa 118, Riccardo Sestili; il dirigente Ars (Agenzia sanitaria regionale) per le Tecnologie sanitarie, Riccardo Luzi; il responsabile della prevenzione della Giunta regionale, Lorenzo Antonelli.

La Regione Marche, insieme al 118, ha predisposto un programma di diffusione dei defibrillatori semiautomatici, finanziato con risorse statali che sono state poi assegnate alle Aziende del servizio sanitario regionale.
La normativa nazionale consente l’utilizzo del defibrillatore semiautomatico, in sede extra ospedaliera, anche al personale non sanitario che abbia ricevuto una specifica formazione nelle attività di rianimazione cardiopolmonare.
La defibrillazione precoce, praticata prima dell’arrivo degli operatori sanitari del 118, è in grado di salvare il 50% delle vittime, a condizione che siano disponibili gli strumenti per effettuarla. Un’alta mortalità, in particolare, si registra nei luoghi pubblici e o aperti al pubblico, per cui è necessario prevedere un’ampia diffusione dei defibrillatori, da utilizzare ai primi sintomi premonitori, attivati da personale preparato.

La cerimonia di consegna degli apparecchi e degli attestati ai dipendenti regionali che hanno seguito il corso, rappresenta, da questo punto di vista, un momento simbolico, ma anche una scelta operata in considerazione dell’alto numero di utenti che frequentano i palazzi istituzionali della Regione.

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