Il Grande Muro del mare costerà oltre 20 milioni e arriverà anche ad Ancona

A rivelarlo è l’amministrazione falconarese che si prepara a battagliare contro Rfi. Nei giorni scorsi al Castello i cittadini imbufaliti

Foto di repertorio

Il Grande Muro Rfi, come a Berlino per dividere la città in due, nel nostro caso la spiaggia con l’abitato, costerà oltre 20 milioni di euro. La stima, fatto solo sui circa 3 chilometri di cantiere falconarese, è stata fatta dai tecnici di Rfi e di Italferr in una riunione a Castello per presentare il progetto. La barriera fonoassorbente non si fermerà a Falconara ma proseguirà su tutta Ancona. Un’ipotesi fino a ieri, visto che nessuna comunicazione è trapelata da Palazzo del Popolo. Anche perché il progetto in mano ai privati che subiranno l’esproprio si sofferma solo sulla parte falconarese del tracciato ferroviario. E perché il lotto anconetano non sarebbe ancora stato trasmesso dal Comune dorico. «Le barriere sono previste lungo la linea Adriatica a partire da Marina di Montemarciano, nell'abitato di Falconara e di Ancona – ha detto l’assessore falconarese ai Lavori Pubblici, Valentina Barchiesi, in una nota ufficiale - Il Comune ha già manifestato la propria contrarietà alla realizzazione di barriere che ostacolano la visuale e ha chiesto che, se proprio queste barriere dovranno essere realizzato, siano fatte in vetro». L’opera, aggiunge Clemente Rossi dall’assessorato all’Urbanistica, «dovrà essere il meno impattante possibile e di altezza nettamente inferiore a quella che ci è stata prospettata, che potrà sfiorare gli otto metri, anche per tutelare il paesaggio in una città che è già tormentata da una serie di criticità determinate da una accentuata antropizzazione ed edificazione e dal bypass ferroviario».

Rfi ha già fatto sapere che tutto trasparente il muro sarebbe molto costo e poco efficace per limitare i rumori. La partita è tutta aperta e servirà anche il parere paesaggistico della Soprintendenza. Sarà il Ministero delle Infrastrutture a convocare, si prevede in primavera, la conferenza dei servizi. Prima lo stesso deve chiedere un parere di conformità urbanistica alla Regione Marche che ha 60 giorni di tempo per rispondere. Qualora la conferenza dei servizi dovesse dare esito negativo, l’opera non si farà. E il risanamento acustico? Per Rfi è un obbligo di legge e in caso di denuncia per rumori eccessivi può scaricare la sua responsabilità. Io c’ho provato, della serie. I tecnici hanno anche comunicato al Comune quante abitazioni sono interessate dal rumore dei treni: 362, di cui 8 talmente tanto vicini che per loro si ipotizza un investimento delle Ferrovie per insonorizzare i locali. «Il Comune è pronto a far sentire la propria voce e a difendere le proprie ragioni a tutela della comunità, considerando che la risorsa spiaggia è quella più rilevante ai fini della vivibilità cittadina» aggiunge Rossi. «Porteremo sicuramente osservazioni in conferenza di servizi, perché un’opera così impattante per il territorio deve essere sì conforme alle esigenze di protezione dal rumore, ma deve anche tutelare il nostro paesaggio e i diritti degli espropriati» gli fa eco la Barchiesi. Rfi prevede un muro di colore azzurro. Ma a quanto pare la stragrande maggioranza dei falconaresi preferisce continua a preferire il riflesso del mare a quello della lamiera. Alcuni sono già stati al Castello a protestare e si prospetta un fronte unico la l'amministrazione comunale.
 

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