Legambiente: “Una prospettiva di restituire alla città il vecchio faro di Ancona”

Grazie alla partecipazione ad un progetto europeo di tutela del mare si aprono le porte al restauro del monumento simbolo. Il progetto prevede la ricostruzione della lanterna e l’accesso al pubblico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AnconaToday

Finalmente buone notizie per il vecchio faro. La Giunta Regionale, su proposta dell’assessore Eusebi, ha adottato una delibera che apre la strada al restauro e alla riapertura del monumento, partendo dal volano offerto da un finanziamento europeo.

Il progetto HAZADR (questo ne è l’acronimo), che ha come obiettivo la tutela dell’ambiente marino, prevede l’istallazione di apparati tecnologici di monitoraggio in punti strategici a ridosso della costa. Per la costa settentrionale delle Marche, è stato scelto il vecchio faro di Ancona, monumento simbolo della città e non solo. La torre, inutilizzata ormai da alcuni decenni e priva della lanterna sommitale, sorge infatti su un punto strategico ed adatto allo scopo.

Il progetto prevede la ricostruzione della lanterna asportata negli anni Settanta, dentro la quale alloggiare i macchinari senza impedire un futuro accesso al pubblico e soprattutto senza deturpare il monumento e riportandolo anzi al suo aspetto originario.
La Regione, si legge nel documento istruttorio allegato alla delibera, avrebbe già preso contatti con la Soprintendenza per verificare la compatibilità paesaggistica dell’intervento e con il Comune di Ancona, dichiaratosi interessato ad una riapertura al pubblico del faro e quindi ad un recupero complessivo dell’immobile.

“Dopo un calvario durato dieci anni, finalmente si apre una prospettiva concreta per il Faro, monumento simbolo del nostro territorio e al quale il Pungitopo è particolarmente affezionato” dichiara soddisfatto Paolo Mariani, presidente del circolo anconetano di Legambiente. “Dal 2000 al 2003 i nostri volontari sono riusciti ad attirare migliaia di residenti e turisti al faro vecchio, allora solo un manufatto abbandonato immerso in uno scenario desolato. Il Comune poi ha creato il bellissimo Parco del Cardeto ma si è dimenticato del faro, da allora non più visitabile e oggi bisognoso di interventi di recupero”.

L’auspicio da parte del circolo di Legambiente è di una pronta e fattiva collaborazione tra Istituzioni affinché non si perda il treno dei finanziamenti europei, i cui tempi sembrano essere piuttosto stretti – si legge nello stesso documento istruttorio. Un plauso e tutto il nostro appoggio quindi al progetto deliberato dalla Regione. Un caldo invito alla prossima amministrazione comunale dorica ad attivarsi subito per fornire tutto il proprio supporto a questa priorità.

Circolo Naturalistico Il Pungitopo ONLUS

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