«I fatti di Genova ci consegnano una lezione anche nelle scelte per la Sanità»

Non usa giri di parole Oriano Mercante, Segretario regionale di Anaao Assomed Marche, inserendosi nel dibattito sempre attuale del rapporto tra sanità pubblica e privata

Oriano Mercante

«Esiste una differenza di mandato tra pubblico e privato: mentre per il privato il mandato principale è, legittimamente, fare profitto, per il pubblico è offrire un servizio. I recenti fatti di Genova dimostrano che chi ha come mandato di fare il profitto non sempre risponde alle necessità dei cittadini. Pertanto la sanità privata non può che essere residuale e complementare al servizio pubblico. Solo così si giungerà all’abbattimento delle liste d’attesa e si offrirà un servizio ai cittadini sempre più all’altezza delle aspettative».

Non usa giri di parole Oriano Mercante, Segretario regionale di Anaao Assomed Marche, principale sigla sindacale di medici e dirigenti sanitari con oltre 600 iscritti inserendosi nel dibattito sempre attuale del rapporto tra sanità pubblica e privata. «Noi siamo per una sanità pubblica, universale e solidale ed abbiamo proposto alla giunta regionale di applicare anche nelle Marche il modello sperimentato con successo in Toscana che sta ottenendo buoni risultati attraverso un meccanismo incentivante per i dipendenti pubblici che consenta agli stessi di lavorare oltre l’orario destinando le stesse risorse che sono oggi assegnate ai privati”. Secondo l’Anaao nelle Marche le priorità sono la stabilizzazione del personale precario, le nuove assunzioni ed il rapporto con il privato. In termini di personale assunto è stato avviato nelle Marche un percorso positivo che occorre continuare soprattutto se il Governo Conte confermerà l’applicazione della quota 100 per il pensionamento che porterà anche nella sanità marchigiana ad un’uscita di molto personale. I 3.800 assunti dal 2015 hanno messo un freno al problema ma non hanno colmato il gap. A questo si aggiunga la necessità di concludere l’iter di stabilizzazione dei precari, almeno 600 operatori. I medici e dirigenti sanitari attendono la firma del contratto. “Da troppo tempo stiamo aspettando un riconoscimento che andrebbe a premiare l’impegno dell’intera categoria che lavora ben oltre l’orario di lavoro retribuito con spirito di servizio e di volontariato. Vanno definiti con precisione i carichi di lavoro: non si può continuare come ora a chiedere sempre di più al personale senza che vi sia un riferimento di legge che parametri i carichi di lavoro. In questo senso la riforma regionale dei manuali di autorizzazione e accreditamento non ci soddisfa affatto. Oltre alla questione del contratto, aggiungo altri due concetti che ci stanno molto a cuore e di strettissima attualità che sono la conciliazione famiglia-lavoro e le condizioni di lavoro accettabili per i lavoratori più anziani. Su entrambi i temi, come Anaao Assomed Marche, ci stiamo battendo da anni» ha puntualizzato. Infine il dibattito sull’obbligatorietà dei vaccini. “I vaccini sono una delle più grandi conquiste della Medicina e hanno salvato milioni e milioni di vite. Sicuramente tutto è perfettibile, ma sentire blaterare e divulgare così tante scemenze come si è fatto negli ultimi tempi su questo argomento è una cosa veramente priva di senso”.

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