«Facciamo pace con la natura, stop pesticidi», flash mob del Wwf

Entro il mese di aprile la nuova versione del PAN Pesticidi sarà sottoposta a consultazione pubblica

Il flash mob

GAS-tigo, gruppo d’acquisto solidale di Ancona, ha aderito all’iniziativa che il WWF ha promosso in molte città in Italia per chiedere al Governo e alle regioni un Piano di azione nazionale sui pesticidi che garantisca la tutela della salute dei cittadini e degli agricoltori, salvaguardi la biodiversità nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette e promuova l’agricoltura biologica. Ad Ancona l’evento si è tenuto presso l’arco di Traiano - Porto Antico, alle ore 17,30 di domenica 14, con l’organizzazione di un flash mob per dire “Stop Pesticidi” e liberare l’agricoltura e le nostre città dai veleni che minacciano la natura e la salute. Il Flash mob prevedeva anche una azione coordinata sui social network  rivolta ai tre Ministri competenti per l’approvazione del nuovo PAN Pesticidi e sulle Regioni che hanno il compito dell’attuazione del Piano sui pesticidi nei territori.

Il Wwf Italia, insieme alle Associazioni che aderiscono alla Campagna “Cambia la Terra” promossa da Federbio chiede alcune sostanziali modifiche al Piano di Azione Nazionale 17(PAN) sui pesticidi, scaduto lo scorso 12 febbraio, ancora in corso di aggiornamento da parte dei tre Ministeri competenti. Entro il mese di aprile la nuova versione del PAN Pesticidi sarà sottoposta a consultazione pubblica e le regioni, le associazioni, i comitati, gli ordini professioni, le associazioni di categoria, ma anche singoli cittadini, potranno presentare le loro osservazioni e proposte di emendamenti al Piano.

Gli obiettivi e le richieste

Si chiedono divieti, limiti e regole vincolanti sull’utilizzo dei pesticidi in agricoltura, nella manutenzione delle strade e ferrovie e all’interno delle città per la gestione del verde pubblico e privato, con priorità e punti precisi. Primo. Ridurre i rischi per i residenti nelle aree rurali e gli agricoltori fissando distanze minime di sicurezza dalle abitazioni e dalle coltivazioni biologiche per difenderle dal rischio di una possibile contaminazione accidentale. Secondo. Nei siti Natura 2000 e nelle altre aree naturali protette deve essere vietato l’utilizzo di pesticidi pericolosi per gli habitat e le specie selvatiche, con misure di conservazione della biodiversità regolamentari vincolanti. Terzo. Adottare tecniche biologiche per la manutenzione delle aree non agricole (rete viaria, ferroviaria) con particolare attenzione al verde pubblico e agli spazi utilizzati dalla popolazione residente nelle città. Quartio. Prevedere il divieto totale del glifosate in Italia entro il 2022, escludendo qualsiasi ipotesi di rinnovo dell’autorizzazione concessa per cinque anni dall’Unione Europea il 27 novembre 2017. Quinto. Definire criteri più rigorosi per la concessione delle deroghe per l’utilizzo di pesticidi di norma vietati a causa della loro pericolosità per la salute umana e per gli ecosistemi. Sesto. Rafforzare i sistemi di monitoraggio e controllo sulla presenza di pesticidi nelle acque superficiali e sotterranee, nel suolo e nel cibo. 

Il ricorso ai pesticidi dovrebbe avvenire solo dopo avere adottato pratiche agroecologiche alternative all’uso dei prodotti chimici di sintesi, come già avviene in agricoltura biologica. In particolare il WWF Italia, insieme a Federbio e alle altre Associazioni della Campagna “Cambia la Terra” ( www.cambialaterra.it ) chiede che il nuovo PAN Pesticidi indichi con chiarezza l’obiettivo del 40% della SAU (Superficie Agricola Utilizzata) nazionale condotta con il metodo biologico entro il 2030, utilizzando meglio le risorse della PAC attuale e post 2020. 

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