Battaglia dei tapis roulant, ultimo atto: esecuzione forzata nella palestra fantasma

Gli ufficiali giudiziari, dopo una liberatoria del giudice, hanno sgomberato la nuova sede della Hello Fit, mai inaugurata: attrezzi venduti per risarcire due ex dipendenti

Le fasi dello sgombero alla Hello Fit

Battaglia dei tapis roulant, ultimo atto. Ci è voluto un apposito decreto del giudice, ma alla fine gli ufficiali dell’Ivg (l’istituto di vendite giudiziarie delle Marche) sono riusciti ad espropriare attrezzi ginnici alla Hello Fit, la palestra fantasma che a giugno ha chiuso repentinamente i battenti al Grotte Center annunciando il trasferimento in una nuova sede mai inaugurata e tutt’ora off limits.

Lì, nello stabile di via Sbrozzola, nei pressi del ponte del CargoPier, nel giorno dell’antivigilia di Natale gli ufficiali giudiziari hanno effettuato l’esecuzione forzata di alcuni tapis roulant di proprietà della Fasterfit Italy Srls, la società che gestiva la palestra low cost con il marchio Hello Fit. E’ la conseguenza di un pignoramento ottenuto da due ex dipendenti, un’istruttrice di fitness assistita dall’avvocato Stefano Crispiani (mentre il collega Francesco Rubini ha tutelato l’acquirente che non riusciva ad entrare in possesso dei beni comprati all’asta giudiziaria) e un’estetista che vanta un credito superiore ai 20mila euro, seguita dagli avvocati Paolo Campanati e Alessia Carnevali. La vendita dei tapis roulant è servita a rifondare, almeno in parte, le due creditrici: tutti gli attrezzi erano stati trasferiti dalla Fasterfit nella nuova sede di via Sbrozzola, mai inaugurata per un contenzioso tra l’amministratrice della società e il proprietario dello stabile che ha eseguito i lavori.

La vicenda è finita in tribunale e la Fasterfit è stata condannata per lite temeraria a pagare 35mila euro alla controparte: per il giudice, infatti, la sua amministratrice ha intentato la causa civile, chiedendo un risarcimento danni e la restituzione di tutti gli attrezzi, pur sapendo che alcuni di essi erano stati pignorati. Tra i danneggiati ci sono anche centinaia di ex clienti della palestra che hanno acquistato pacchetti annuali e da un giorno all’altro non hanno più potuto allenarsi: in 115 si sono affidati agli avvocati Paolo Palumbo e Tommaso Medi con l’idea di attuare una class action. La Fasterfit non ha risposto a una prima lettera di diffida, così come non ha più fornito notizie in merito alla promessa di risarcire i vecchi abbonati. 

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