Clienti beffati dalla palestra-fantasma, via alla class action: «Rivogliamo i nostri soldi»

Un centinaio di iscritti della Hello Fit-Fasterfit di Camerano pronti a un'azione legale promossa dagli avvocati Palumbo e Medi. Un caso simile a Cartoceto: esposto in Procura

foto di repertorio

Una class action contro la palestra fantasma. E’ l’iniziativa intrapresa da un centinaio di clienti beffati, che hanno sottoscritto o rinnovato abbonamenti annuali low cost di cui non riescono ad usufruire perché la Hello Fit-Fasterfit, dopo il trasferimento dai locali del centro commerciale Grotte Center di Camerano (dove è in corso una procedura di sfratto) non ha mai inaugurato la nuova sede, in uno stabile nei pressi del ponte del Cargopier. Colpa di un contenzioso in essere tra la titolare della palestra e il costruttore che ha eseguito i lavori: il 27 settembre è fissata la prima udienza in tribunale.

L'azione legale 

Ma in tutto questo, centinaia di clienti sono rimasti con il cerino in mano: un abbonamento pagato fino al 2020 per allenarsi in una palestra off limits. La titolare ha promesso che avrebbe fatto di tutto per trovare una soluzione alternativa e, al limite, avrebbe proceduto ai rimborsi delle quote versate. Poi è calato un silenzio che ha mandato su tutte le furie gli iscritti. E adesso si sono affidati agli avvocati Paolo Palumbo e Tommaso Medi dello studio Sassaroli-Pica per intraprendere un’azione legale collettiva. Sono già state raccolte un centinaio di adesioni nell’incontro che si è tenuto qualche giorno fa al Papero Bar di corso Carlo Alberto. «Diffideremo formalmente la Fasterfit Italy Srls (capitale sociale di 500 euro, ndr), società che gestisce la palestra al Grotte Center, chiusa da giugno, per invitarla ad adempiere al contratto o risarcire i clienti» spiegano i due legali, intenzionati a scrivere anche alla Fitness Development Srl, proprietaria del marchio Hello Fit, per chiedere chiarimenti sulla natura del franchising e sul rapporto tra le due società. Non è escluso che il prossimo passo sia un esposto in Procura per verificare se «la Fasterfit promuoveva il rinnovo degli abbonamenti sapendo che avrebbe lasciato la vecchia sede per trasferirsi in una nuova, operando con una società diversa». In effetti, è stato proprio l’avvocato Filippo Lupo del foro di Rimini, che assiste l’amministratrice unica della Fasterfit Italy Srls, a confermare che la nuova attività sarebbe stata avviata da una società diversa, la Welness Srl, in cui figura sempre la stessa persona insieme ad altri due soci. 

Il caso di Cartoceto 

Ma tra coloro che si sentono danneggiati dalla condotta della Hello Fit-Fasterfit ci sono anche gli ex dipendenti: due di loro - un’estetista e un’istruttrice - hanno avviato cause del lavoro sfociate nel pignoramento di 6 tapis roulant. E in futuro la class action promossa dal centinaio di clienti (ma il numero è destinato a crescere perché presto ci saranno nuovi incontri pubblici) potrebbe associarsi a quella già promossa dall’avvocato Tomas Del Monte, che ha presentato un esposto alla procura di Pesaro per conto di una ventina di ex iscritti della palestra Fasterfit Lucrezia di Cartoceto, chiusa repentinamente nell’ottobre 2018 dopo aver promosso abbonamenti a prezzi scontati e gestita sempre dalla stessa amministratrice della Hello Fit del Grotte Center, sia pure attraverso un’altra società, la Lucrezia Srls (capitale sociale di 1000 euro). 

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