Sorelline violentate per anni e costrette a punizioni corporali: condannato papà orco

E delle avvisaglie c’erano anche state quando una delle vittime era fuggita di casa per poi finire in ospedale

foto di archivio

Costrette a fare cose che mai avrebbero voluto e dovuto. Picchiate e obbligate ad andare in chiesa, a rinunciare alle gite scolastiche, ma anche a soddisfare le perversioni di un padre che, per anni, ha abusato delle sue 2 figlie adolescenti, anche alla presenza della terza più piccola. Per questo l’altro giorno il collegio di giudici anconetani ha condannato quell’uomo a 6 anni e 6 mesi di reclusione per i reati di maltrattamenti in famiglia e violenza sessuale su minore aggravata dal legame di parentela con le vittime. Reati che gli erano stati contestati dal pm Ruggiero Dicuonzo (foto in basso) che per lui aveva chiesto la condanna a 10 anni. Eppure l’imputato, difeso dall’avvocato Giampaolo Cosimi, si è sempre dichiarato innocente sostenendo come per un qualche motivo, fossero state le ragazzine ad allearsi contro di lui mentendo su quanto effettivamente accadesse in quella casa. 

Le accuse

Ma per ora la verità processuale su quanto accaduto in quell’abitazione nell’hinterland anconetano è quella ricostruita dalla pubblica accusa e sostenuta dagli avvocati di parte civile Cinzia Bruschi, Alessandro Sorana e Giacomo Girombelli. Nelle carte della Procura di Ancona si parla di un regime del terrore in cui vivevano le ragazze. Costrette e vestirsi in modo trasandato, a tagliarsi i capelli, a frequentare la chiesa e i gruppi religiosi dovendo però rinunciare a quello svago con i compagni di scuola a cui gli adolescenti ambiscono. Niente gite scolastiche. Niente ritardi per tornare a casa. Niente rumori molesti dentro casa e niente guai perché, se cadeva un capello a terra, erano botte. Tante botte. E poi le punizioni: se si comportavano male agli occhi del padre padrone, saltavano pasti, venivano chiuse in garage e in un caso, una delle 2 sarebbe stata anche costretta a dormire fuori dalla porta di casa. 

L'inizio delle violenze sessuali

Poi, quando le due sorelline sono entrate nella fase puberale, sono iniziate anche le violenze carnali. Erano ancora delle ragazzine. Non solo legalmente minorenni. Erano delle ragazzine bisognose di amore, protezione ed educazione. E invece sono state costrette a rapporti sessuali, seppur mai completi, con l’uomo che doveva essere il loro papà e invece si è trasformato nel loro orco. 

La fuga di casa e la lettera a scuola

E delle avvisaglie c’erano anche state quando la sorella mediana era fuggita di casa per poi finire in ospedale con un livido sul volto. «Sono cascata» aveva detto al medico del Pronto Soccorso che aveva vicino a sé la presenza ingombrante del padre. Poi ha chiesto aiuto alla scuola. Lei, che sempre secondo le accuse avrebbe subito più delle altre, ha scritto una lettera in cui parlava di quelle violenze sessuali consumate dentro casa e l’ha lasciata sul banco di scuola. Trovata da un compagno e consegnata ad un’insegnante, si sono mobilitati tutti i meccanismi dei Servizi Sociali, dando il via alle indagini della Procura, che hanno portato alla condanna del papà orco. 

Il presente

Lui continua a vivere con la moglie, che a processo aveva testimoniato di non aver mai assistito a quelle violenze. Le 3 sorelle invece sono lontane da quell’inferno e, seppur separate, tra chi alla maggiore età ha cercato una vita indipendente e chi vive in una casa famiglia, continueranno la loro vita potendo contare sull’amore fraterno che nemmeno quegli stupri hanno scalfito. 

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