Sicurezza per medici, l'Ordine: «Troppa violenza, non lasciateli soli»

L'Ordine dei Medici anconetani richiama le autorità a potenziare i controlli per «garantire a medici e sanitari un habitato lavorativo sicuro e sereno»

«La sicurezza dei medici riguarda in realtà tutta la collettività». A parlare è Fulvio Borromei, presidente dell'Ordine dei Medici di Ancona in nome di tutti gli ordini delle Marche. «Non si può garantire la salute pubblica – si legge in una nota - se si lavora temendo per la propria incolumità. L’Ordine è in prima linea, le Autorità ci aiutino a proteggere i colleghi più esposti. Non lasciare i medici soli ad affrontare situazioni di potenziale violenza, assicurarsi che le realtà lavorative siano adeguate allo stato di sicurezza. Questo è l’appello che, come Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Ancona, e in rappresentanza di tutti gli ordini dei medici marchigiani, vogliamo lanciare a tutte le Autorità del territorio affinché sia garantito a medici ed operatori sanitari di avere un habitat lavorativo sicuro e sereno. È stato dimostrato ormai da diversi anni che, se la violenza sul posto di lavoro è un fenomeno che investe quasi tutti i settori, il rischio di subire aggressioni, per i medici e gli operatori sanitari, è più elevato rispetto ad altre tipologie di lavoratori che operano in contatto diretto con l’utenza. Tuttavia non dobbiamo inquadrare la sicurezza sul lavoro come un mero problema di categoria: se il medico, che è il garante della salute pubblica, si trova ad operare nel timore per la propria incolumità, come potrà serenamente occuparsi del paziente e fornirgli le migliori cure? Ciò nonostante, e nonostante i molti casi di aggressioni di vario tipo che si sono verificati negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale, i medici hanno continuato a prestare nel migliore dei modi cura ed assistenza». 

«Ma il problema – prosegue l'Ordine - riguarda, e seriamente, tutta la collettività, che rischia di essere lesa nel suo diritto fondamentale di vedersi garantita l’assistenza. Il caso di cronaca che ha visto suo malgrado protagonista una collega di Catania, vittima di violenza mentre prestava servizio in una guardia medica, è emblematico di quanto la questione sia esasperata, al di là del recente clamore televisivo suscitato. Per questo ci sentiamo di ribadire con forza che, come Ordine, siamo in prima linea al fianco di tutti i medici ed in particolare di quelli che sono più esposti sui luoghi di lavoro: intendiamo difenderli con tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione. In particolare, cercheremo di sensibilizzare tutte le istituzioni interessate comprese le forze dell’Ordine. È bene che i medici di Continuità Assistenziale siano collocati in ambienti comuni ad altri professionisti, o comunque più vicini, affinché si sentano più sicuri nell’espletamento della loro attività professionale. Tutti gli Ordini dei Medici Marchigiani sono attenti più che mai al problema della sicurezza ed invitano tutte le Autorità preposte ad attivarsi e a verificare che le realtà lavorative siano adeguate allo stato di sicurezza».

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