Coprifuoco al bar, via alla battaglia legale: «In 3 giorni abbiamo perso migliaia di euro»

Numeri da capogiro per la petizione con cui il titolare chiederà al sindaco di rivedere l’ordinanza, intanto il legale annuncia il ricorso al Tar in tempi brevi

Un residente firma la petizione

500 firme in un solo giorno, 5.000 euro di incasso perso e un ricorso al Tar già in fase di scrittura, con l’obiettivo di impugnare l’ordinanza sindacale che ha imposto la limitazione dell’orario al Pippo Bar di via Sparapani. E’ il rendiconto del titolare Pier Paolo Orlandini e del legale che lo assiste nella vicenda, Francesco Boldrini, a tre giorni dal provvedimento con cui il sindaco Valeria Mancinelli ha disposto la decurtazione dell’orario di attività tra le 8 e le 20. «Danni gravi» continua a ribadire Orlandini: «In tre giorni ci ho già rimesso 5.000 euro di incasso e se la situazione rimarrà questa sarà davvero difficile uscirne fuori». 

Alla base dell’ordinanza c’è la protesta di alcuni residenti che si sono lamentati del volume della musica nelle ore notturne, a cui ha seguito il sopralluogo dei vigili urbani la notte tra il 21 e il 22 aprile. I titolari sperano in un passo indietro dell’amministrazione comunale, intanto preparano il contrattacco sul piano legale: «Ho ritirato la documentazione e sto studiando come muoverci- ha spiegato l’avvocato Francesco Boldrini- sicuramente faremo ricorso al Tar per l’annullamento dell’ordinanza e stiamo impostando l’impugnazione nel più breve tempo possibile, perché l’orario imposto mette a serio rischio l’attività del bar». 

Prosegue intanto la raccolta delle firme con cui il Pippo Bar spera di convincere la Mancinelli a revocare di propria iniziativa il coprifuoco: «Qui al bar è passata una marea di gente che neppure mi aspettavo- conclude Orlandini- famiglie, ma anche anziani che alle 7 di mattina bussano alla barista che sta preparando l’apertura solo per apporre le proprie firme. Si sta muovendo tutto il quartiere». 
 

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