«Musica fastidiosa», coprifuoco al bar: raccolta firme contro l’ordinanza

Ora è braccio di ferro con i clienti che firmano la petizione per la revoca dell'ordinanza. Titolari infuriati: «La decurtazione dell'orario potrebbe portarci alla chiusura»

Pier Paolo Orlandini mostra l'ordinanza

Apertura non prima delle 8, chiusura tassativa alle 20 e dietro l’angolo il rischio della chiusura a poco più di tre anni dall'inizio dell'attività. Il “Pippo Bar” incassa l’ordinanza firmata dal sindaco che, dopo la segnalazione di alcuni residenti di via Sparapani infastiditi dalla musica notturna, ha imposto la limitazione dell’orario di lavoro. Questa sera niente finale di Coppa Italia in compagnia sul televisore del bar, ma a preoccupare il titolare Pier Paolo Orlandini è l’inevitabile calo degli incassi anche perché il suo oltre a un bar è anche pizzeria: «Il locale apriva alle 6 e così ci troviamo già con due ore di penalità, è una punizione che secondo me va oltre le regole e rischia di portare alla chiusura del locale». 

La petizione

Per contrastare l’ordinanza a tempo indeterminato notificata dai vigili urbani, oggi pomeriggio è partita una raccolta firme. Alle 16 sono state 20 le persone che hanno scritto il proprio nome, cognome e numero di documento sul modulo appoggiato sul bancone. Un’ora e mezzo dopo erano 76. La petizione sarà consegnata in Comune e nelle speranze di Orlandini dovrebbe portare a un dietrofront dell’intimazione, in caso contrario l’intenzione è già chiara: ricorso al Tar. Nelle motivazioni dell’ordinanza vengono citate anche ragioni di ordine pubblico e degrado ambientale: “E’ una gran bugia e cattiveria quando non è mai successo niente e quando l’opera di pulizia nelle zone adiacenti è stata sempre fatta da noi” si legge in un manifesto sulla vetrata del bar che spiega le ragioni della raccolta firme. 

Video: botta e risposta tra clienti e residenti

Il sopralluogo

Il Pippo Bar proponeva serate musicali live il venerdì fino alle 24 e il sabato si arrivava anche alle 02. Dj-set, ma anche musica anni ’60, ’70 e ’80, il tutto all’interno del locale. All’1,15 della notte tra il 21 e il 22 aprile scorso nel bar di via Sparapani si sono presentati i vigili per un sopralluogo: «Avevo già comunicato loro che il 4 maggio le attività musicali sarebbero cessate definitivamente, perché avrei iniziato nel locale che gestisco in spiaggia a Falconara e per l’inverno stiamo prendendo contatti per un locale lontano dalle abitazioni dove fare musica notturna». Invece è arrivato il coprifuoco e non lo manda giù neppure Giorgia, la moglie del titolare: «Questo è il bar del quartiere e vengono anche tanti bambini, è tutto molto easy. La settimana scorsa da un altro locale si sentiva la musica a tutto volume con le canzoni di Raffaella Carrà e nessuno ha detto nulla, il giorno dopo sono venuti a chiedere se eravamo stati noi. Non possiamo aprire alle 8- conclude la donna- chi attacca a lavorare a quell’ora e prima veniva a fare colazione adesso non viene più, secondo me c’è un accanimento nei nostri confronti e le conseguenze di questa ordinanza possono portare anche alla chiusura».

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