Senigallia: i carabinieri smantellano “fabbrica del falso”, otto denunce

Sei appartamenti trasformati in laboratori per il confezionamento di abiti griffati contraffatti, dai quali venivano poi distribuiti con una capillare rete di vendita lungo tutta la costa adriatica

Sei appartamenti e due garage trasformati in laboratori per il confezionamento di abiti griffati contraffatti, dai quali venivano poi distribuiti con una capillare rete di vendita lungo tutta la costa adriatica. Ha un bilancio di otto denunce la maxi operazione dei Carabinieri della Stazione di Senigallia che si è svolta nella giornata di ieri a Senigallia e Fano, frazione Marotta.

Al termine del blitz dei militari sono stati identificati e denunciati per concorso in ricettazione, concorso in contraffazione di segni distintivi di opere dell’ingegno o di prodotti industriali  e concorso in commercio di prodotti con segni falsi:

-    D. O., nato in Senegal nel 1971, residente a Fano (PU), frazione Marotta;
-    S. O., nato in Senegal nel 1962, residente a Fano (PU), frazione Marotta;
-    S. I., nato in Senegal nel 1968, residente a Fano (PU), frazione Marotta;
-    S. B., nato in Senegal nel 1964, residente a San Donato Milanese (MI);
-    S. P., nato in Senegal nel 1974, residente a Fano (PU), frazione Marotta;
-    S. M., nato in Senegal nel 1967, residente a Fano (PU), frazione Marotta;
-    M. D., nato in Senegal nel 1951, residente a Fano (PU), frazione Marotta;
-    M. A., nato in Senegal nel 1972, residente a Fano (PU), frazione Marotta.

tutti già noti alle forze dell’ordine e in regola con il permesso di soggiorno.
I militari hanno scoperto nella frazione di Marotta sei appartamenti e due garage, posti all’interno di un unico edificio, di proprietà di S. O. e S. I. e M. A., adibiti ad opificio, magazzino di stoccaggio (oltre che abitazione) e hanno sequestrato merce per un valore di oltre 750mila euro: 100 giubbotti; 200 paia di scarpe; 300 borse; 20 maglie; una macchina da cucire; una punzonatrice; 1000 tra bottoni, etichette e cerniere riproducenti marchi e loghi; nonché la somma contante di 1200 euro.

La merce recuperata sottoposta a sequestro, opportunamente repertata, è stata presa in carico in attesa di essere versata presso l’Ufficio corpi di reato del competente Tribunale.
 

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