Agenti da premiare, ma non possono ricevere l'onorificenza: figli e figliastri nella Municipale

Il SULPL ha inviato una mail al Comune di Ancona e al Comando, richiedendo “la massima disponibilità affinché gli agenti possano esser presenti per ritirare la benemerenza, preferibilmente in uniforme”

Foto di repertorio

Agenti da premiare, ma non potranno ricevere l'onoreficenza. Hanno il merito di aver scoperchiato la pentola del racket della prostituzione ad Ancona con una serie di attività investigative lunghe e complesse. Dalla chiusura dei centri massaggi, in ultimo quello di Torrette, fino all’arresto della donna considerata vera vassalla della criminalità cinese che, stando a quanto ricostruito da un’inchiesta della Procura di Ancona, avrebbe goduto di un potere finanziario tale da affittare o comprare beni immobili nel capoluogo marchigiano per ingrossare la tratta delle prostitute orientali. Una lotta all’illegalità portata avanti dagli agenti della Giudiziaria della Polizia Municipale di Ancona, guidata dal maggiore Marco Ivano Caglioti. Insieme a lui, il vice Ispettore Mariano Moresi, Daniele Gambini, Steven De Luca e Alessandra Mosca, sabato avrebbero dovuto ricevere una apposita onorificenza a Riccione da parte del segretario generale del SULPL (Sindacato Unitario Lavoratori Polizia Locale) Claudio Mascella il quale, in una mail indirizzata al Comune di Ancona e al Comando delle Palombare, richiedeva “la massima disponibilità affinché gli agenti possano esser presenti per ritirare la benemerenza, preferibilmente in uniforme”. Anche perché il premio, che in molte città d’Italia è motivo d’orgoglio per le amministrazioni comunale, è di rilevanza nazionale e frutto di un’attenta analisi da parte di una commissione appositamente istituita. 

Peccato che il Comune dorico, di solito attento a riconoscere l’attività dei vigili in occasione delle Feste del Corpo della Municipale o nelle giornate dedicate al “Ciriachino d’Oro”, non abbia neppure risposto alla richiesta del sindacato e si sia limitato ad inoltrare la comunicazione ai diretti interessati, dimenticandosi che tutti, salvo uno, quel giorno sono in servizio impegnati in attività di routine. Dunque gli agenti Caglioti, Moresi, Gambini e Mosca non potranno assentarsi dal loro luogo di lavoro per ricevere quell’encomio che, senza nulla togliere alla quotidiana attività dei vigili anconetani, riconosce un lavoro straordinario nella lotta alla criminalità. Non potranno presenziare perché non sono stati liberati dal servizio d’ordine, ma anche perché avrebbero dovuto ricevere un incarico ad hoc per consetnire loro di spostarsi in divisa fuori dal territorio comunale. Una mortificazione per per le indagini degli agenti della Municipale che dunque saranno premiati, ma non avranno la possibilità di ritirare personalmente l’encomio.

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