EMMA, UCCISA DAL VICINO DI CASA CHE VOLEVA I SOLDI PER LE SLOT

I carabinieri hanno portato in carcere un aiuto cuoco con problemi di ludopatia. Sarebbe lui il presunto killer di Emma, l'anziana trovata morta in casa con 11 coltellate

I carabinieri fuori dall'appartamento

Uccisa con 11 coltellate per rubarle due catenine, un ciondolo e due fedi d’oro da cambiare in un compro oro e finanziarsi il vizio del gioco. È questa la ricostruzione dei carabinieri del reparto operativo che indagano sull’omicidio di Emma Grilli, l’85enne chiaravallese trovata morta in casa la mattina del 17 luglio dal marito Alfio Vichi. In carcere il vicino di casa, raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare chiesta dal pm Paolo Gubinelli ed emessa dal gip Antonella Marrone. Si tratta di Maurizio Marinangeli, 57 anni, vicino di casa di Emma, al quarto piano della palazzina al civico 19 di via Verdi. Per lui, mancando i presupposti dell'arresto in flagranza, è scattata la misura cautelare in carcere e adesso il Gip ha 5 giorni per interrogare l'indagato. L’uomo, aiuto cuoco in un pub della zona, con gravi problemi di ludopatia che lo avevano tenuto in una comunità di recupero a Castelplanio dallo scorso autunno fino a fine aprile. Marinangeli aveva un tutore finanziario che gli erogava poco denaro al giorno. Il vizio però gli era rimasto e la ricerca di denaro da spendere in slot era spasmodica e quotidiana. È proprio per denaro che, secondo i carabinieri, Marinangeli è sceso al piano di sotto per bussare alla porta di Emma.

Sempre seconda la ricostruzione l’anziana, guardinga è abituata a non aprire a estranei e sempre con il catenaccio alla porta, vedendo un viso noto lo ha fatto accomodare. Lui gli avrebbe chiesto denaro e, al diniego di lei, è scattato brandendo un coltello della cucina della donna, aggredendola. In casa sono state trovate tracce di sangue anche nel lavandino del bagno (segno che il killer si è lavato le mani) e cassetti rovistati in fretta. A mettere i carabinieri sulla strada giusta il fatto che Emma non avesse più la catenina al collo e la fede al dito. Perlustrando i vari compro oro della zona sono saltati fuori in un negozio di Falconara dove Marinangeli li aveva portati alle 11.15 della mattina stessa. Monili ancora sporchi, come riscontrato dal medico legale, del sangue della vittima e che gli avevano fruttato 400 euro. A quel punto i sospetti sul 57enne, già sorti quando gli inquirenti hanno ascoltato tutti i vicini e i conoscenti della donna, per più di una contraddizione nel racconto su cosa avesse fatto quella tragica mattinata, hanno preso maggiore forza. L’uomo si è chiuso nel silenzio. È rinchiuso nel carcere di Montacuto con l’accusa di omicidio aggravato da motivi abietti e futili e rapina.

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