Emma, l'ultimo pranzo sul fuoco prima di incontrare l'assassino

La donna era tranquilla fino a pochi istanti prima dell'aggressione tanto che si era messa a cucinare in attesa del ritorno del marito

La fiamma dei fornelli era ancora accesa con la pentola sopra quando i primi carabinieri sono arrivati sulla scena del crimine al civico 19 di via Verdi. Emma Grilli, dunque, era intenta a preparare il pranzo poco prima di essere aggredita e di trovare la morte, dissanguata dopo essere stata pugnalata al collo e non prima di aver lottato al di sopra delle sue forze contro l'assassino. Un dettaglio che rafforza l'idea degli inquirenti, già maturata per l'assenza di segni di effrazione, che la vittima conoscesse il killer. Che si fidasse di lui a tal punto da aprirgli la porta di casa e volgergli le spalle. E se l'assassino fosse già in casa quando l'85enne è tornata? Altamente improbabile. Per vari motivi. Anche se mani esperte avrebbe potuto tranquillamente violare - e senza lasciare tracce di scasso - una porta non blindata come quella d'ingresso dell'appartamento in questione, Alfio Vichi, il marito 90enne di Emma, uscito dopo di lei la mattina del 17 luglio, aveva dato due mandati di chiavi. Così ha raccontato ai carabinieri del Reparto Operativo di Ancona. Che l'intruso sia entrato dalla finestra del balcone rimasta aperta sul retro per arieggiare, visto il gran caldo? La scalata fino al terzo piano tecnicamente è possibile attraverso una grondaia sul retro che scende proprio accanto alle terrazze. Una persona agile e prestante ci potrebbe riuscire senza problemi ma perché, poi, anziché spintonare l'anziana e scappare dalla porta, ucciderla senza pietà? 

Per questo l'ipotesi più accreditata è che Emma conoscesse l'intruso che non ha esitato ad ammazzarla per garantirsi il silenzio. Il motivo? Legato ai soldi che Emma aveva in casa per un piccolo lavoro alla cappella funeraria di famiglia. La casa è stata trovata a soqquadro. Chi ha rovistato cassetti e armadi deve averlo fatto di fretta e dopo la morte dell'anziana. Prima di andarsene e dileguarsi. Indagine complicatissima. Per la quale, a quanto sembra al momento, solo la scienza può dare qualche risposta. I Ris hanno terminato il loro lavoro ieri mattina. Quando arriverà, la loro relazione potrà far luce una vicenda ancora con tanti lati oscuri. L'indagine "vecchio stampo" va comunque avanti. Sono state ascoltate decine di persone. Vicini di casa, amici della coppia, parenti o comunque persone che a vario titolo avevano contatti con Emma e Alfio. Controllati i tabulati telefonici e passate in rassegna le telecamere di videosorveglianza della zona. Un giallo che tuttavia, a meno di clamorose svolte, sembra lontano dall'essere risolto.

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