Nuovo Inrca, Ceriscioli tuona: «Le ditte passano il tempo a scriverci e non a lavorare »

Un giro tra i reparti ristrutturati dell’Inrca e il plauso alla Cartella Clinica Informatizzata, ma il governatore ha anche rimproverato le ditte appaltatrici del nuovo geriatrico

Luca Ceriscioli in visita ai reparti restaurati dell'Inrca

Un giro tra i reparti ristrutturati dell’Inrca, quello di Degenza Post-Acuzie e della Clinica di Medicina interna geriatrica, il plauso all’istituzione della cartella clinica informatizzata sperimentata dal geriatrico anconetano, ma anche la dura reprimenda alle ditte impegnate alla realizzazione del nuovo Inrca dell’Aspio: «Basta ritardi nei lavori». Luca Ceriscioli rimprovera i vincitori delle gare di appalto che passerebbero più tempo sulle faccende burocratiche che alla realizzazione della struttura. Il cronoprogramma, su cui grava il cambiamento di quattro imprese in cinque anni a causa delle rispettive difficoltà finanziarie e battaglie legali, prevede l’inaugurazione del nuovo geriatrico entro il 2020 ma i lavori sono in affanno: «Il 2018? Sarà un anno di confronto con le ditte che fanno di tutto per vincere le gare, ma poi quando devono lavorare fanno di tutto per non iniziare. Combattiamo quotidianamente con le carte, noi ci stiamo mettendo tutte le risorse, da parte nostra c’è il massimo impegno ma servirebbe che chi vince una gara d’appalto realizzasse la struttura. Sembra una cosa scontata ma nel nostro Paese purtroppo non lo è. E’ un dispiacere vedere aziende qualificate che passano le giornate a scriverci anziché a mettere su mattoni». 

Addio carta, la cartella clinica diventa digitale 

Addio calligrafia illegibile dei medici. L’inrca passa al digitale con la SIS, la cartella clinica informatizzata. Lo strumento fa parte del progetto di ricerca Report-Age i cui 500mila euro per lo sviluppo sono stati finanziati da Regione Marche, Ministero della Salute e Fondazione Cariverona. I vantaggi? L’ azzeramento dei tempi nel passaggio di consegne tra medici e infermieri (farmaci e terapie sono visibili sul portale in tempo reale), l’avere a disposizione una banca dati completa su ogni singolo paziente, ma soprattutto il poter tracciare l’autonomia dell’assistito durante l’intera degenza in modo da attivare un lavoro di squadra con gli infermieri e i reparti interessati. «Avevamo pensato a questo progetto come un database istituzionale che permettesse di tracciare la vita del paziente dall’ingresso alla dimissione- spiega Fabrizia Lattanzio, direttrice scientifica dell’Inrca - volevamo cercare di mettere insieme sia il dato clinico che una valutazione multidimensionale, vedendo cioè se il paziente può ragionale da solo, mangiare da solo o lavarsi da solo. Questo permette di far lavorare il personale in team con un collegamento tra i reparti e i laboratori analisi. Abbiamo avuto l’approvazione etico di un osservatorio sull’anziano ricoverato da noi e questo ci serve anche per misurare le modalità di lavoro e migliorarci». Ma l’informatizzazione dei dati non è l’unica novità. 

Nuovi reparti nel segno dell’accoglienza

Il direttore generale dell’Inrca Gianni Genga ha fatto da Cicerone all'interno dei reparti appena restaurati. Si tratta della Degenza Post-Acuzie e della Clinica di Medicina interna geriatrica, rispettivamente al piano terra e primo piano dell’edificio B. Tra le novità, oltre al restyling delle pareti, c’è la sala ricreativa dove i degenti possono ricevere visite lontano dalle sale ricovero e magari guardando la tv. In fase di allestimento c’è anche una camera singola, a differenza di quelle da quattro posti, pensata per i pazienti nella fase terminale della vita e per i familiari che possono assisterli in tranquillità e privacy. Realizzato anche un bagno con una vasca speciale che permette l’ingresso ai pazienti non autosufficienti. C'è anche un quadro che raffigura delle farfalle, sul quale pazienti e familiari potranno scrivere i loro pensieri. «Siamo riusciti a rimettere a disposizione questi due reparti con un impegno abbastanza contenuto, sono due reparti che si occupano di situazioni particolari e avevano bisogno di questo recupero anche più di altri» ha spiegato Genga. «Avere l’idea di stare in un posto che si migliora nonostante ci sia da aspettare ancora un po' di tempo per il nuovo Inrca mi sembra un segnale importante per i pazienti e per gli operatori» ha commentato l’assessore comunale alle politiche sociali Emma Capogrossi. Presenti anche i rispettivi primari dei reparti ristrutturati: «Abbiamo una struttura bella dove curiamo molti novantenni e cerchiamo di umanizzare la degenza con strumenti moderni e adeguati» spiega il responsabile di Degenza Post-Acuzie, Francesco Guidi. Il primario di Medicina Interna e Geriatria, Riccardo Sarzani, lancia invece un appello: «L’anziano non va visto come un fragile che ha bisogno di essere assistito, è una persona spesso più sveglia di noi che ha bisogno di tanta medicina interna attiva ed efficace». 
 

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