Si opera alla tiroide, va in coma e poi muore a 33 anni: la famiglia denuncia medici ed equipe

Il giovane è stato operato giovedì 22 agosto. E’ proprio suo padre a raccontare come il ragazzo stesse bene subito dopo l’intervento

Foto di repertorio

Doveva operarsi, doveva togliere la tiroide. Un intervento chirurgico non banale, ma di routine per una struttura come gli Ospedali Riuniti di Ancona. Eppure qualcosa è andato storto. Maycons Ernesto Caso Cueva, anconetano di origini peruviane, il giorno dopo essere uscito dalla sala operatoria, è andato in arresto cardiaco e, da quel momento, non si è più risvegliato. E’ morto dopo una settimana di coma. Dopo aver atteso 6 ore di osservazione dal momento in cui le macchine avevano smesso di registrare qualsiasi attività cerebrale, i medici del reparto di Rianimazione ne hanno dichiarato il decesso. Maycons aveva 33 anni e viveva ad Ancona insieme alla sua famiglia: la mamma, la sorella e il papà Victor Raimondo. E stato proprio quest’ultimo a maturare la convinzione che suo figlio non sarebbe mai dovuto morire per un’operazione alla tiroide. Per questo ieri il papà peruviano si è rivolto all’avvocato Marco Polita per sporgere denuncia nei confronti dell’equipe medica che, lo scorso 22 agosto, aveva operato il giovane figlio.

Maycons Ernesto è stato operato giovedì 22 agosto. E’ proprio suo padre a raccontare come il ragazzo stesse bene subito dopo l’intervento. «Eravamo con lui nel reparto di Rianimazione e mio figlio stava bene, parlava con noi e non lamentava alcun problema». Poi il giorno è successo l’inaspettato. «Mi ricordo bene che ore fossero perché io dovevo stare a Falconara Marittima alle 7,30 per lavoro, così io e mia moglie siamo andati in ospedale intorno alle 7. Mio figlio diceva che non respirava bene e io lo vedevo un po’ gonfio in volto. Poi me ne sono andato alle 7,10 convinto che lo avrei rivisto». Non è andata così. Quella è stata l’ultima volta in cui Victor ha visto il sorriso di suo figlio. Poco dopo il dramma. La mamma, rimasta vicino al ragazzo, si è allontanata per pochi minuti. Quando è tornata, ha visto 6, forse 7 tra uomini e donne del personale medico, che si muovevano frenetici intorno al letto di suo figlio. Uno di loro era sopra di lui per praticargli un massaggio cardiaco. Il cuore di Maycons era andato in arresto e tutti, medici e infermieri, stavano tentando di salvargli la vita. In effetti il cuore del 33enne ha ripreso a battere, ma Maycons non ha più ripreso conoscenza. E’ rimasto in coma per una settimana e poi ieri è deceduto. 

Sul fatto però ora vuole vederci chiaro anche l’ospedale regionale di Torrette che, già per domani mattina, ha programmato un riscontro diagnostico. Di cosa si tratta? Una vera e propria autopsia, che però non ha fini giudiziari e dovrà solo rispondere ad una domanda: che cosa ha peggiorato il quadro clinico di Maycons Ernesto al punto da portarlo prima al coma e poi alla morte?

L'ESITO DEL'AUTOPSIA SUL CORPO DI MAYCONS

10 INDAGATI TRA MEDICI E INFERMIERI 

SI OPERA ALLA TIROIDE, POI VA IN COMA E MUORE

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Ragazza annegata a Marina Dorica, sigilli sulla discoteca che le aveva dato da bere

  • Il supermercato Tuodì chiude dopo 18 mesi dall'apertura: «Troppa concorrenza»

  • Nell'auto una spesa per più di mille euro, polizia chiede e loro danno risposte diverse

  • La colonia di gatti sta per essere distrutta, l'appello disperato: «In 80 rischiano di morire»

  • Cade fuliggine dal cielo, residenti preoccupati: arriva l'Arpam per i controlli

  • Lite temeraria, condannata la palestra chiusa da 6 mesi: ipotesi class action per i clienti

Torna su
AnconaToday è in caricamento