L'amore per le auto e lo skateboard, così ricordano Mattia: barista del Posa Bar

Mattia Bressan era un volto noto in città. I colleghi lo ricordano a poche ore dalla tragica scomparsa nell'incidente di sabato notte sulla Statale

Mattia Bressan

Aveva 21 anni e una voglia di vivere spezzata tra le lamiere della sua amata Bmw bianca Mattia Bressan. I più lo ricordano la scorsa estate dietro il bancone del Posa Bar a preparare gli ingredienti per un cocktail. Era stato assunto da un anno e nel giro di poche settimane si era fatto ben volere da clienti e titolari del locale immerso nel verde di Posatora. Originario di Venegono, località Pianbosco in provincia di Varese, Mattia da anni si era trasferito con il padre nelle Marche ed era andato ad abitare al Gelso, quartiere di Marina di Montemarciano. Le amicizie erano ad Ancona dove passava il suo tempo libero dedicandosi allo skateboard, che domava con quel suo sorriso da cui a volte usciva la sua linguaccia con piercing, diventata insieme al suo cappellino la firma nel ricordo di chi lo aveva conosciuto. Ricordi appunto, conservati gelosamente da tutto il personale del Posa Bar che raccontano: «Era un bravissimo ragazzo, lavorava benissimo, in faccia aveva sempre stampato un sorriso e aveva tanta voglia di vivere. Lo avevamo assunto da un anno e col tempo era diventato non solo un amico, ma uno di famiglia». 

Tra le passioni di Mattia c’era anche la bella Serie 1 bianca. La amava al punto da farne la compagna di posa in una fotografia scattata proprio davanti al Posa Bar. Lui appoggiato allo stesso cofano che alle 3.40 di sabato, per cause ancora tutte da accertare, si è accartocciato contro quello dell’Audi scura sulla quale viaggiavano Giuseppe Babici e Francesca Traferri. Mattia è morto sul colpo insieme ai due anconetani, poche ore prima dell’alba nei pressi della raffineria Api. Stava viaggiando verso nord e qualunque cosa sia accaduta non sarà raccontata da testimoni. A quell’ora, a parte le due vetture, non c’era nessun’altro sulla Statale. Il primo a dare l'allarme è passato dopo diverso tempo, il che escluderebbe l'ipotesi di un sorpasso mal riuscito. Resta quindi l'idea prevalente che una delle due auto abbia invaso la corsia dell'altro. IL motivo? Saranno gli investigatori coordinati dal pm Rosario Lioiello a fare luce su questo. 

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