«Non eravate sulle strisce»: battibecco con la vedova subito dopo l'investimento

Attimi concitati quelli immediatamente successivi alla tragedia. Con tanto di presenti preoccupati per una possibile fuga dell'investitore: «La mia vita è finita»

Una bella immagine di Enrico Orlandini con la moglie Valeria

«L'ho ucciso, la mia vita è finita». Ma anche «non eravate sulle strisce», accusa rivolta a Valeria Serpilli che seduta su una sedia prestata dai vicini di casa, sul marciapiedi, assisteva alla tragica scena del marito Enrico Orlandini, riverso a terra, morto sul colpo dopo l'investimento. Sono queste le parole dell'operaio 47enne, ora agli arresti domiciliari per omicidio stradale aggravato, secondo quanto riportato da alcuni testimoni arrivati in via Flaminia ieri sera dopo lo schianto. Frasi che sarebbero state pronunciate appena sceso dalla Mini Cooper distrutta. Alle quali Valeria avrebbe ribattuto accusando l'uomo di essere piombato su di loro ad altissima velocità. Senza contare, ma questo è stato riscontrato successivamente dalla polizia stradale, il tasso alcolemico ben oltre i limiti di legge. Momenti concitati. Durante i quali i presenti hanno perfino temuto che l'investitore si fosse dileguato.

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Nella notte, l'automobilista non si vedeva più. Era al telefono. L'auto, distante circa 300 metri dal corpo di Orlandini. «Era lucido, non sembrava ubriaco se non per l'alito» racconta un altro testimone. Mentre la polizia stradale finisce la sua relazione sull'accaduto, da parte della Procura di Ancona ci sono pochi dubbi. Tanto che già domani mattina la salma potrebbe essere restituita alla famiglia che così potrà fissare il funerale. Una tragedia che ha toccato tutta la città. Orlandini, per decenni al forno della pizzeria tra via Verdi e via Cairoli, nei pressi di piazza Garibaldi, era molto conosciuto. Idem la moglie Valeria, rimasta anche oggi in osservazione in una stanza del pronto soccorso dell'ospedale dei parenti. Tra i parenti più noti ci sono la consigliera comunale Caterina Serpilli e Fabio Serpilli, poeta e curatore di numerose iniziative culturali. Gioviale, generoso, amante della pesca e dei puzzle: così chi lo conosceva ricorda Orlandini. Generoso a tal punto da spingere indietro la moglie per non farla investire dall'auto che poi lo ha travolto non lasciandogli scampo.

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